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L’improvvisa leggerezza della scrittura

Negli ultimi mesi mi capita spesso di essere contattata dai nuovi ghostwriter,  ovvero professionisti (o che come tali si presentano) che, nel caso qualche scrittore abbia urgenza di scrivere un testo “di qualsiasi tipo” ma non la voglia,  l’ispirazione o il tempo, sono pronti a sostituirlo nell’ombra dell’anonimato.  Questi personaggi non sono una novità.  Ricordo che un amico, celebre autore di romanzi e sceneggiature, ne aveva assoldati quattro, li teneva rinchiusi in altrettante stanze del suo attico ai Parioli, ognuno con un compito specifico, all’oscuro di quello degli altri e soprattutto della trama. (altro…)

Grazie, amici di tutto il mondo

per le notizie, gli indirizzi, i libri, le curiosità, i ricordi, le ricette, le canzoni, le fotografie e tutto quello che mi avete inviato su Bahia. Terrò con molta cura questo straordinario materiale e, appena finito di archiviarlo, ve lo rimanderò.  Ho cercato di arginare l’emozione dei ricordi, almeno fino a quando ho ricevuto alcuni versi di una canzone di Ary Barroso che ha segnato la mia vita per motivi che ancora non sarei in grado di tirar fuori da quel posto (altro…)

Just for principi e principesse!

Con  Maria Sandias abbiamo pensato di organizzare un laboratorio  infinitesimale di lettura, con scambio di idee sulla parola scritta e la parola destinata a risuonare nello spazio scenico. Detto così può sembrare pretenzioso, ma è solo un’idea per chiaccherare davanti alla nostra bibita preferita in un ambiente fresco e riposante. Chi vuole partecipare è benvenuto, ma (altro…)

Kay e Piero…

sono arrivati a destinazione! La raccolta fondi per il documentario sul loro straordinario viaggio ha quasi raggiunto il suo obiettivo e basta davvero poco per completarla. Onward!

Kay e Piero on the road – raccolta fondi

La cara, meravigliosa amica Kay Mc Carthy,  insuperabile interprete della musica tradizionale irlandese, dopo una vita trascorsa in Italia ha deciso di tornare nella sua terra con un viaggio avventuroso a bordo di una  Panda, seguita da una piccola troupe che documenterà le fasi della nuova avventura. Questa mattina mi è arrivato un messaggio:”Ieri siamo passati vicini ad Alesia. Povero Vercingetorige! Tifo ancora per lui….il generalissimo Caesar mi perdonerà!!! K” (altro…)

L’infinita emozione di Nekrosius

Come vi avevo preannunciato, nell’ambito del festival delle arti della Lituania, è arrivato a Roma lo spettacolo di Eimuntas Nekrosius, A hungry man, da un racconto di Kafka. Lo spettacolo era in lingua lituana con la traduzione simultanea, ma dopo pochi minuti nessuno più l’ha seguita. I quattro attori hanno pronunciato una trentina di  battute, perchè  il testo è stato completamente scarnificato, pur conservando l’assetto generale e il significato. Ma quale magia, quanta azione scenica, quanto giocare con il regista che, come fosse un bambino che parla a  bambini, (altro…)

FLUX

Dal 4 al 15 maggio al Parco della musica si svolgerà il Festival lituano delle arti. La notizia potrebbe lasciarci freddini a causa della nostra ignoranza sulla straordinaria varietà dell’arte di questo paese, se il 10 maggio alle 21 nella sala Petrassi non ci fosse A Hunger Artist con la regia di Eimuntas Nekrosius, in assoluto il più grande regista teatrale vivente. A Roma raramente abbiamo la possibilità di assistere alle sue meraviglie, quindi vi esorto ad (altro…)

Ma a ke servono kueste parole…

Mi chiedo spesso se un teatro di parola come il mio abbia ancora un senso nell’era dei social. Una domanda retorica, lo so da me. Ogni scrittore degno di questo nome si sfinisce dietro a un suono, una costruzione.  Noi sceneggiatori forse ancora di più,  perchè una parola deve associarsi a un personaggio, sottintendere, anticipare o accompagnare un’azione. La parola è un suono sacro che vive nel gesto, nello sguardo, nelle vibrazioni di un attore. In teatro le pause, i gesti silenziosi, (altro…)

Egregio signore…

Per rispondere a tutte le mail in cui mi chiedete un giudizio sui vostri lavori, voglio proporvi qualche riga di uno dei testi più profondi e commoventi che  conosca, Lettere a un giovane poeta, di Rainer Marie Rilke. Un omaggio per tutti voi, giovani e coraggiosi autori.
Egregio Signore,
voglio ringraziala per la sua cara e grande fiducia. Poco altro posso. Non posso addentrarmi (altro…)

Foreva biutifu

Ho visto una donna correre nel parco.  Non era magra, nè indossava un tutina sexy, nè aveva le scarpe colorate da corsa… piuttosto in carne, con una gonna larga, scarpe molto datate con tacco, capelli grigi scomposti in una lunga treccia. Mi è sembrata un simbolo di libertà e di anticonformismo, bellissima con quella lunga gonna a pieghe che le si avvolgeva intorno alle gambe e il seno che sembrava assecondare gagliardamente il ritmo del respiro. Correva e correva, tracciava linee ideali come cerchi nel grano,  come se dal movimento delle gambe dipendesse la sua vita, come se non avesse passato e futuro ma solo quell’eterno presente. Sono rimasta affascinata a guardarla a  lungo, finchè non mi è passata davanti e ha lanciato un’occhiata di odio puro al mio cane che le ha tagliato la strada,  anche lui bello e libero, anche lui felice dietro a uno scoiattolo. Quell’unica occhiata (altro…)

Stranger Things per davvero

Nuovo rapporto di collaborazione con una  compagnia norvegese, che metterà in scena un mio testo e ne ha commissionato un altro “più politico in senso largo”. Giovani, aperti, disponibili, puri di spirito, mentalmente e fisicamente scatenati.
Pane per i miei denti, insomma.
Ringrazio l’amico Gregory K.  che ci ha messo in contatto.
Fallo ancora, Greg!!

Largo al nuovo, please!

Credo di aver già abbondantemente manifestato il mio entusiasmo per Chris e Zac, i due giovanissimi filmaker che hanno deciso di trascorrere 56 giorni in uno dei paesi più poveri del mondo, spendendo solo un dollaro al giorno. Ne è nato un documentario straordinario, diffuso da Netflix, che non solo ha fatto comprendere le infinite potenzialità del microprestito, ma che ha portato lavoro e nuove prospettive alla gente del posto, Sono due (altro…)

Mister Cusack  e io ringraziamo per le numerosissime mail che abbiamo ricevuto con le quali chiedete sia notizie di ciò che avviene sul peschereccio sia di leggere la drammaturgia che ci riguarda, ma…
Lo sapete come è fatto, sempre nervoso, volubile, instabile…prima incanta con le sue storie sul destino e poi è capace di trasformarsi in un killer seriale. Meglio non contraddirlo e, appena possibile, il testo in questione sarà parzialmente pubblicato su questo sito.
E un grazie speciale al play doctor Pietro Dattola!

I sereni templi dei saggi

John Cusack e io siamo a bordo di un peschereccio che naviga molto precariamente nel Mare del Nord verso la civile ma lontana Norvegia, alla ricerca disperata di una serendipity difficilissima da raggiungere. Cusack è molto fastidioso e irritabile, mi accusa di aver bloccato una drammaturgia che lo riguarda e che gli impedisce di voltare pagina, metaforicamente parlando. Dice che non avrei dovuto metterlo in mezzo (altro…)

Chiedimelo ancora…

Devo dire che non rispondo spesso alle lettere che inviate al sito, perchè mi sembra di aver esaurientemente risposto allo stesso quesito numerose volte.
Una delle domande che usualmente ricevo riguarda la consistenza dei personaggi che  nei miei lavori non hanno sempre una connotazione psicologica a 360 gradi.
Come ho più volte scritto, a me interessa la situazione, non il personaggio in sè e la situazione per essere espressa con forza emotiva  necessita il sacrificio dei vecchi moduli stilistici. (altro…)

Cantami, o Diva!

Sto lavorando a un documentario su un celebre artista statunitense, un musicista capace di suscitare emozioni straordinarie in chi lo ascolta, un mito vivente.  All’inizio non capivo bene  cosa volesse fare, abbiamo parlato a lungo, da soli o con l’interprete, ma il risultato era sempre lo stesso: nessuna reale comunicazione. Poi un giorno ha preso la chitarra e ha cominciato ad improvvisare, chiuso nei propri dolorosi ricordi. La sua splendida voce (altro…)

Zoe, de amicitia

Passeggiare a Villa Borghese con i cani è come entrare tacitamente in una lobby in cui ci si conosce approfonditamente e si impara ad  accettare le caratteristiche umorali  degli umani e quelle comportamentali degli animali.  Non ci vuole molto, è tutto piuttosto ripetitivo e prevedibile.
E poi c’è Zoe.
Per lei, nobilissima cagnolina senza pedigree, ciò che conta veramente nella vita è l’amicizia. (altro…)

Yammer è un social network privato , usato da società come Ford Motor Company e LG per condividere informazioni e risolvere problemi. Una caratteristica tipica di Yammer è la Yammer Praise app,  che permette di apprezzare (to praise) pubblicamente i risultati dei colleghi. Per usare la funzione Praise  gli impiegati devono soltanto scegliere un’icona predefinita e indicare il motivo per cui si ringrazia o cosa si apprezza.
In futuro, forse, nessuno più dirà “grazie” faccia a faccia o spedirà una nota  scritta a mano: riceveremo delle stelle dorate o uno smiley, proprio come succedeva alle scuole elementari.

La solitudine non comporta in sè una mancanza, semmai il contrario. Mi sono sentita sola e frammentata quando ero stretta a un amico adorato e completamente integra quando apparentemente non potevo contare su nessuno.
La solitudine è solo una falsa percezione di sè.
A patto di non trascurare il nostro lato d’ombra, abbiamo già tutto per essere completi per sempre. E chi vanta con (altro…)

sostieni.link/15727

E’ partita la campagna di crowdfunding: Tonino Delli Colli, mio padre. Tra cinema e ricordi.
Un libro dedicato alla carriera di un grandissimo direttore della fotografia, che ha lavorato con i migliori registi italiani, come Pasolini e Fellini. Io lo ricordo molto bene,  indimenticabili le nostre conversazioni sugli argomenti più disparati. In cortile, perchè eravamo vicini di casa. E ancora oggi mi manca il suo sguardo critico sull’abbinamento dei colori dei fiori sul mio balcone, sulla sfumatura delle serrande, un po’ diversa dalle altre. “Sai, io sono un artista, ho bisogno di vedere le cose ben fatte…” (altro…)

Invidia e altri additivi

L’invidia secca, diceva mia nonna rabbrividendo. La vicina ha fatto il malocchio, l’occhiaticcio, la fattura, il legamento… quando ero piccola in Abruzzo c’era una folla spesso ignara a cui si poteva dare la colpa delle proprie disavventure. Oggi si parla fino alla noia di energia positiva e negativa, del pensare positivo, dell’agire  “come se” e altri piccoli palliativi. Ma questo pensiero positivo è debole come un bruco transgenico, innaturale, ibrido, (altro…)

Pooh si guardò le zampe. Sapeva che una era la destra e sapeva che non appena avesse deciso quale delle due fosse la destra, l’altra era la sinistra, ma non riusciva a ricordare da dove doveva cominciare.

“Bene”, disse lentamente…

Sonia Bergamasco ed Estrio nell’opera di Maria Grazia Calandrone.”Pochi avvenimenti, felicità assoluta, scene da un matrimonio”
Avrei molto da dire sul rapporto di profondissima amicizia che mi lega all’autrice, molto affermata come poeta, ma qualsiasi cosa io possa raccontare smimuirebbe  la storia di due vite che si sono incontrate e continuano a farlo. Preferisco tacere, una volta tanto.
I concerti nel parco, 12 luglio

Making a murderer, qualche riflessione

Onore a Laura Ricciardi e Moira Demos che hanno speso ben  10 anni della loro vita per realizzare questo stupefacente docufilm, prodotto da Netflix, sulla storia agghiacciante di Steven Avery e della sua famiglia.
Non penso sia il caso di raccontare l’intera vicenda, nota a tutti grazie al successo planetario della serie, basata su interviste, filmati, riprese autentiche del processo,  un montaggio e una colonna sonora (a volte (altro…)

Il dono

L’attore deve utilizzare il personaggio scenico come un bisturi per anatomizzare la propria personalità. Non si tratta di interpretare se stesso in alcune circostanze date,  nè  di creare la parte in  modo distanziato, in forma epica, sulla base di una fredda analisi oggettiva. Si tratta di utilizzare il personaggio come trampolino, uno strumento che permetta di penetrare in profondità in quello che si nasconde dietro la nostra maschera quotidiana, (altro…)

Flavia e Valentina in scena!

Due donne si incontrano all’uscita di una discoteca. E aspettando il notturno ripercorrono oniricamente le loro vite,
svuotando le borse di parole non dette. Pur essendo opposte, soffrono lo stesso male. Cresciute con sogni di gloria, si ritrovano alla periferia della speranza, a desiderare di essere altro e a un soffio dall’esplosione. Lo spettacolo indaga su cosa succede dentro, quando persone con grandi lacune affettive incontrano  una società fatta di apparenze, aspettative disumane e non rispetto dei propri limiti. Parla di una generazione cresciuta a pane e sogni di gloria, in attesa di una fama che non arriva. (note d’autore)

ROMA, TEATRO DUE

Cultura, addio?

Tristissima la notizia dei sigilli al teatro dell’Orologio, per problematiche connesse con la sicurezza.  Quello spazio è vivo e operante da circa 40 anni e io ricordo uno spettacolo “Il Caffè del signor Proust” con la compagnia di Ludovica Modugno, che si rappresentava nella sala più piccola, una specie di catacomba claustrofobica e pericolosissima. In tutti questi anni nessun assessore si è mai preoccupato di aiutare il gestore a porre la struttura in (altro…)

Piccoli grandi amici di luce e oltre

Come appassionata fotografa di orb voglio segnalare il libro di Lexene Burns, ORB INSIGHTS AND INSPIRATIONS, uscito in questi giorni ed edito dalla Balboa press, una consociata della Hay House. La scrittrice ci  guida nella bellissima natura australiana come Alice nel paese delle meraviglie, attraverso sensazionali fotografie di orb ed altre creature, che sembrano confondersi e danzare con fiori e ogni tipo di vegetazione. (altro…)

Aurea mediocritas

Almeno due volte l’anno mi arrivano da località lontane nel mondo, tesi di laurea che qualche studendessa (prevalentemente americana) mi manda in visione perchè riguarda le mie opere teatrali.  Le leggo con attenzione, ma mi ritrovo sempre a pensare: ma dove le avrà prese tutte queste notizie false e risibili? E chi sarà quel dotto relatore che le ha insegnato a lavorare così? Se ha raggiunto il mio sito, se conosce il mio indirizzo di casa e presumibilmente (altro…)

That feeling of…

Silvia mi chiede come si fa a sapere se una piece che abbiamo scritto è buona e funzionerà in teatro.
Io vi consiglio come sempre di studiare, oltre ai classici, la drammaturgia contemporanea e di cercare un autore di riferimento con il quale sentite di avere una forte sintonia. In genere, i drammaturghi esordienti sono affascinati da Samuel Beckett, anche perchè agli inizi di solito è il primo che si cerca di imitare. Dopo averlo approfondito, (altro…)

Grazie a tutti quelli che hanno risposto al  sondaggio per me molto importante.  Mi avete confermato ciò che avevo in mente e questo mi fa pensare che abbiamo instaurato un filo diretto che potrà aiutarci in futuro a focalizzare interessi comuni. Il teatro è tutto e  negazione di tutto, è creatività pura che abbraccia ogni campo e ogni esperienza.  Io ricordo di aver scritto un radiodramma, La portantina, dopo una visita al museo delle carrozze di Vienna. Passai una notte a ridere e a scherzare con gli amici su quello che avevamo visto e poi, il mattino seguente, trovai come per magia nella mia mente una pièce (altro…)

Desiderate che questo sito diventi più tecnico, meno svolazzante attraverso le vicende della vita connesse al mio modo di scrivere?
Io penso che pagine dedicate a spettacoli e recensioni siano già tante e molto efficienti e andare verso una strada di questo genere costituisca una scelta estremamente noiosa. Se c’è qualche spettacolo che mi piace ovviamente ve lo segnalo, ma porsi confini e steccati mi toglie già il respiro. Ditemi per favore cosa ne pensate e mi rivolgo non tanto  a tutti coloro che seguono il sito da molti anni, ma a quanti lo hanno scoperto da poco. Grazie dell’aiuto e dei consigli!

Questa volta è facile… (nuova possibilità)

Chi è l’autore? Se lo indovinate questo sito vi regalerà  un incontro con il doctor Pietro Dattola. (Leggete in fondo a questa pagina di cosa si tratta). E’ una grande opportunità per  migliorare il vostro lavoro, ma ve la dovete guadagnare. Ecco la  nuova citazione:
“Lo sapevi no che qualcuno sarebbe arrivato
e lo sapevo anch’io in un certo senso
è solo che non volevo saperlo e tu l’hai sempre saputo
eri tu a volere che arrivasse, solo a parole dicevi di non volere
che arrivasse nessuno (altro…)

Il potere dell’eterno presente

Ho rivisto Richi and The Flash, un film con Meryl Streep e  Rick Springfield, che forse pochi ricordano, perchè in Italia suscitò stranamente un flebile interesse, nonostante una fascinosa colonna sonora e interpreti mitici (soprattutto Springfield). La storia è banale in sè: Linda, una rockstar di scarso successo ma di grande determinazione, ha lasciato marito e figli per seguire la sua passione, la musica. Linda, pur amando la sua famiglia, è (altro…)

ScriptDoctor – PlayDoctor…ocio ragazzi!!

Un’idea luminosa di Pietro Dattola, genio della regia!
Ha creato un servizio individuale e personalizzato rivolto a sceneggiatori, drammaturghi e registi che desiderano assistenza:
– nella concezione, focalizzazione o sviluppo di un’idea o di un soggetto;
– nell’individuazione e risoluzione dei problemi che affliggono un testo già scritto o in corso di scrittura; (altro…)

“Al Teatro Trastevere Helter Skelter è il dramma sconvolgente di Paola Moretti (regia di Pietro Dattola): uno spettacolo di bellezza inquietante che fa scivolare il pubblico in un universo sconcertante con un sottofondo musicale creato dalle canzoni del gruppo di Liverpool. In un atto unico viene rappresentata la tragedia di una stessa solitudine, che si rivela nelle vesti di donna non padrona, non più in grado di dominare se stessa. Il dolore ha il doppio volto (altro…)

HelterSkelter: le foto

Le foto dello spettacolo HELTER SKELTER
di Paola Moretti      regia di Pietro Dattola
con Flavia de Lipsis e Simone Castano
Roma, teatro Trastevere – 20-23 ottobre

 

Tra poco sarà Natale e  dimenticheremo tutto.
Metteremo  festoni sul nostro albero, pensando
di aver risolto ogni debito con la vita materiale.
Infine accenderemo le luci e le faremo scintillare
nel giusto ritmo,immaginando che possano rischiarare
i nostri visi e quelli dei nostri vicini.
Fino al 6 gennaio o anche un po’ oltre
saremo convinti che sia possibile
comunicare. Da qualche parte.

Davvero ci avete creduto?

Avete scritto in molti riguardo all’articolo “Grassi contro magri” che pare avervi scandalizzato.  A tale proposito  tengo a precisare che se è vero che si pensa spesso ad abbandonare il lungo e difficilissimo lavoro di scrittura teatrale, alla fine si è sempre in pista con nuove idee e progetti infiniti. Io adoro Jon Fosse e amo profondamente lavorare a un testo per la scena. Nel rinnovato sodalizio artistico con Maria Sandias (altro…)