In queste serate d’estate Netflix ripropone film che ho visto con tutta la passione del mondo e che appena possibile rivedo con l’emotività irrefrenabile della prima volta. Ecco, La mia Africa fuoriesce dai riquadri della programmazione e già mi vengono in mente una marea di ricordi. Denys, che chiamava la sua amata con la musica di Mozart. Denys, che le lavava i capelli con una brocca d’acqua di fiume, un’acqua morbida e lieve, un unguento tra quelle mani abbronzate. Denys che portava la “baronessa” in giro per l’Africa solo per farsi conoscere, aspettando il momento giusto, l’atmosfera più adatta, protraendo l’attesa dell’amore in modo quasi esasperante.

Rivedendo il film a distanza di anni, però, mi pare che sia Meryl Streep ad essere fantastica, strepitosa, con i suoi sguardi, le espressioni del volto appena accennate, la sua fragilità velata di coraggio in mezzo a un universo transitorio e inafferrabile. Vi consiglio di rivedere questo splendido film di Sydney Pollack e di mandarmi, se ne avete voglia, le vostre impressioni. Onward!

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