Ho passato i giorni di vacanza a guardare tutto quello che accadeva dentro e fuori di me. Non mi sono isolata, tutt’altro, ero sempre presente ma anche altrove, nel mondo incantato della mente, dove ogni idea, anche la più pazza e audace, era accolta, accettata e presa in considerazione. Stare immersi nella natura sblocca i nostri limiti, ci riporta al tempo eterno delle fiabe, ai mostri, agli incubi, alle passioni, alle imprese spericolate. Ho aperto la porta a tutto quello che voleva arrivare, ho sognato di mondi lontani, su cui ho posato i piedi e che ho abitato per un po’. Ho vissuto amori impossibili e alla fine li ho abbandonati . Bastavo a me stessa sotto certi profili, ero dipendente per altri. Se qualcuno voleva entrare era ben accetto, lasciando fuori giudizi e preconcetti. Stare nella natura ti trasforma in un Thoreau ancora più estremo, pacifico ma indifferente a tutto ciò che non è necessario al cammino. E adesso cerco la strada del ritorno, tra le note in fondo alla pagina. 🙂

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