La ricerca dell’equilibrio è un impegno costante della mia vita. Mi ha accompagnato quando ero piccolissima e già sentivo la necessità di tutelarmi dalla malinconia degli adulti, cercando di camminare sul filo sottile sorretto dai miei sogni segreti, mi ha seguito attraverso un’adolescenza vissuta sul ciglio del burrone, fino a quando ho scritto il mio primo lavoro teatrale.
Il teatro è un rito che si svolge tra gli attori e il pubblico, mediante parole che risuonano in uno spazio fisico, ma che sono state concepite nel proprio spazio mentale sempre circondato da mostri orribili pronti a scatenarsi. Bisogna avere molto coraggio per non lasciarsi sopraffare.
La scrittura teatrale mi ha tenuto in un delicato equilibrio, non uno psicologo, non i viaggi, non un partner più figo di un altro, non un sonnifero, non le amicizie e neanche gli amatissimi cani.


Solo la scrittura e non la rappresentazione che è tutta un’altra cosa, carne da macello tagliata a volte bene e spesso male, sempre altro da me. Nella scrittura sono sola con me stessa e parlo agli altri sicura di essere ascoltata, compresa e amata. E’ una realtà senza riscontri, ma che sento come assolutamente vera.
Per questo ringrazio l’universo di essere rimasta quella bambina solitaria che allargava le braccia per conquistare il vuoto e se stessa.

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