Vi racconto una storia.
Qualche anno fa mi svegliai di notte in preda al panico, un terrore mai provato, neppure da piccola, quando mia nonna mi raccontava le fiabe horror per farmi dormire.
Avevo sognato un’onda di luce tossica o di acqua marina o di energia malefica. Si era innalzata nel cielo per molte migliaia di chilometri ed era rimasta lì ferma e minacciosa, in attesa di precipitare sulla Terra per distruggerla. Nel sogno aspettavo questa ricaduta spaventosa.


Continuai a sognare quell’onda ogni notte e ne avevo così paura da non voler più dormire. Parlarne con altri era come raccontare di essere stata rapita dagli alieni. Non importava niente a nessuno, comunque. Il medico mi prescrisse psicofarmaci ma, appena li interrompevo, l’onda era nei miei sogni ad aspettarmi. Caddi in depressione, non riuscivo più a fare niente, sempre stanca e incapace di relazionarmi con gli altri.
Eppure un giorno arrivò la salvezza attraverso un amico che mi portò un libro trovato per caso, anche se il caso non esiste.
Era “La grande onda” di Pablo Ayo. L’autore aveva raccolto le testimonianze di migliaia di persone che avevano sognato l’onda con caratteristiche simili. Molti parlavano di acqua, altri di energia nucleare, come me, in tutti si trovava lo stesso terrore e il bisogno di avvertire amici e parenti dell’imminente catastrofe. Questo aspetto del sogno era condiviso da tutti, come se si trattasse di una premonizione da divulgare. Dopo aver letto il libro mi calmai e anche il sogno si fece meno frequente fino a non ripresentarsi più. Ho parlato con altre persone di tutto il mondo, dopo aver contattato Pablo Ayo, ci siamo scambiati consigli e ogni tipo di emozione. Poi la cosa è passata, assorbita da nuovi e importanti impegni nella mia vita.
Ogni tanto ci pensavo, come quando lessi del progetto Global seed vault, un magazzino antiatomico norvegese per la conservazioni dei semi di tutta la Terra sorvegliato da militari armati, oppure il progetto Lunar Ark della NASA per conservare campioni di DNA e tutto il sapere scientifico in vista di una catastrofe globale.
L’onda comunque non è stata più argomento dei miei sogni fino a qualche notte fa, quando è ricomparsa con le solite modalità.
Devo dire che non mi ha fatto paura, perchè sono cambiata. Qualsiasi cosa deve accadere ora la accolgo e l’accetto come parte della mia vita. L’onda che verrà, se verrà, di qualsiasi materia sia fatta porterà distruzione ma poi, fatalmente, alla ricostruzione. Di certo produrrà l’annientamento della materia più grossolana…ma l’amore che ho dato e l’amore che ho avuto rimarrà eterno e splendente da qualche parte.
E io con lui.

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