Amare qualcuno è accettare il suo doppio e relazionarsi con esso, anche quando ci abbandona. Essere amati significa anche che il nostro doppio è accolto e accettato in ogni sua forma, anche quelle sgradite e inaspettate. Non esiste luce e oscurità negli esseri umani, ma entità complesse con mille sfaccettature, come un diamante, che esprimono parti più accessibili e altre più misteriose. Se non offriamo questa libertà espressiva o se a noi viene negata, le nostre relazioni di qualsiasi tipo sono occasioni perdute.
Perchè mi hai fatto questo? chiediamo al nostro cane che ha distrutto qualcosa. In realtà il cane non ha fatto niente contro di noi, ha solo espresso il concetto di gioia e divertimento nel suo linguaggio canino. Se vuoi un cane devi saperlo.
Anche se vuoi amare qualcuno devi sapere che c’è un’apparenza, un doppio,

un multiplo e nessuna certezza. Se non ti sta bene e vuoi cambiare la realtà, stai andando per una strada madre di tutti i dolori.
Quando ero bambina passavo l’estate in Abruzzo con i miei cugini, tutti maschi chiassosi e violenti. Un po’ partecipavo ai loro giochi, un po’ chiudevo gli occhi sperando che scomparissero, ma alla fine me ne andavo di nascosto, prendevo un sentiero per la montagna e camminavo fino a cadere sfinita. La sera mia madre veniva a cercarmi, mi chiamava disperata finchè non decidevo di andarle incontro. Allora mi dava uno schiaffo fortissimo e subito dopo mi abbracciava piangendo. Era lei e il suo doppio, un rituale schizofrenico che vivevo con rassegnazione. Ho accettato lei e in seguito ho accettato tutti, non ho mai trovato nulla di strano nei comportamenti contraddittori. Eppure, quando li ho raccontati in teatro, sempre qualcuno si è sentito offeso e ci ha tenuto a dirmi che la mia visione era immorale e arbitraria, che non capivo, che non potevo giudicare. Capire cosa? Giudicare chi? Raccontavo solo la mia storia, paradigmatica di tante storie, dedicata a chi voleva ascoltare sul serio.

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