E’ possibile che qualcuno ricordi il monologo di Flavia in Helter Skelter. Il senso era questo: se io sono ferita e anche tu lo sei e se queste ferite sono profonde, ogni volta che tenteremo di abbracciarci il dolore sarà spaventoso e ci porterà a respingerci, perchè le ferite si apriranno al contatto e ricominceranno a sanguinare. E’ una metafora che molti non capirono subito e ricordo che al termine dello spettacolo mi chiesero di spiegare. Forse avrei dovuto aggiungere che per abbracciarsi bisogna condividere la geografia della nostra vita, raccontare, conoscersi, curare gli strappi insieme e poi, forse, amarsi. Non ci sono scorciatoie.
Helter Skelter, con Flavia de Lipsis e Simone Castano. Foto C.Belletti

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