Scrive Nicola B.Ti ricordi di me? Ti seguo dai tempi di Una strana follia al Palazzo delle Esposizioni. Uno spettacolo indimenticabile, non si era mai vista una cosa del genere in teatro… Ti volevo proprio chiedere perchè nei tuoi testi tratti spesso, più o meno esplicitamente, il tema della maternità come condizione drammatica.(…)

Sicuro che mi ricordo di te! E’ vero, fu uno spettacolo particolare, soprattutto per l’affluenza di pubblico e per il numero delle attrici che in seguito vollero fare quel ruolo, anche al cinema. Prossimamente racconterò lo strano seguito di polemiche del mondo cattolico.


Perchè la tematica ricorrente? Non sono sicura di saperti rispondere.
Forse perchè ho perso i miei genitori troppo presto e quando sei molto giovane la mancanza è violenta, ti desertifica. Sai che tutto quello che resta è una foto sul pianoforte e lo devi accettare.
Loro se ne sono andati e la vita continua.
Cresci, vuoi dare e ricevere amore, ma la paura dell’abbandono è prevalente su tutto ed è molto difficile da superare.
Così questo dolore finisce su un palcoscenico, in bocca a un’attrice, davanti a centinaia di persone. Allora il sentimento più forte diventa la vergogna, che fa sparire tutto il resto e per un po’ si sta meglio.
Credo che questo sia il gioco, del tutto inconsapevole quando avviene.
Ma non ne sono sicura, ho improvvisato.
Grazie del bel ricordo, ne riparleremo!

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