Gli attori rappresentano una tipologia umana tra le più affascinanti e meno credibili. Anche se li conosci da anni, possono sempre stupirti.
Narcisisti e manipolatori, recitano sul set, sul palcoscenico e nella vita con la stessa passione e metodica. Ti ascoltano con grandi occhi sognanti che, se li contraddici, si riempiono non di lacrime ma di una strana umidità portatrice di sensi di colpa. Se riescono (quasi sempre) a convincerti di qualcosa, si illuminano di finta tenerezza. Eterni bambini, perduti nel loro gioco, qualche volta molto divertenti. Anzi, si può dire che con loro non ti annoi quasi mai, in senso positivo e negativo. Ricordo tra tutti il mio caro amico Lauro Versari, regista e attore, un binomio micidiale.
Aveva fatto la regia meravigliosa di un mio testo,

ma non sopportava che alla fine dello spettacolo mi rifiutassi di presentarmi per gli applausi.
Non tollerava disobbedienze alle sue direttive.
Nemmeno morta, gli dissi, e basta così, non insistere.
Mi guardò con un sorriso misterioso, al top del fascino.
Quella sera, appena calato il sipario, all’improvviso mi prese in braccio e poi, correndo come un pazzo giù per la scalinata, mi depositò davanti al pubblico e mi diede un bacio appassionato, stile 50 shades of grey.
Il pubblico andò in estasi, pensando che fosse una dichiarazione d’amore e sono certa che molte ragazze mi invidiarono, come fossimo Lady Gaga e Bradley Cooper.
Così sono gli attori, eterni bambini bisognosi di fare cose un po’ fuori misura, in cerca di attenzione e riconoscimenti, ma alla fine positivi, se pensando a loro ti viene sempre da ridere.

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