Mi capita di riflettere spesso con gratitudine sul fatto che, a differenza di tanti autori di teatro, ho avuto la fortuna di vedere i miei testi messi in scena da grandi compagnie, come quella stratosferica di Carlo Quartucci e Carla Tatò, che hanno fatto la storia del teatro italiano contemporaneo. Lui fu il regista più importane e osannato della cosiddetta sperimentazione, un teatro nuovo e d’avanguardia, da resuscitare i morti, come era solito dire. Carla era la sua compagna nella vita e attrice,

celebre per la sua interpretazione di Pentesilea di Heirich von Kleist.
Un mio lungo monologo, dallo spettacolo “Accadde in Sicilia” è stato portato in scena dalla loro compagnia in serate e laboratori teatrali. Un sogno realizzato. Ricordo quando presentammo il testo in Campidoglio. Lei bionda, smoky make up, calze a rete e stivaletti, prese dalla borsa un collirio, con tutta la calma e gesti teatrali se lo mise negli occhi, incurante del pubblico che la guardava allibito e poi cominciò a leggere il testo con una voce soffiata, graffiata, incredibile. Lui mi sembrava molto affascinante, con uno sguardo caldo e misterioso, capace di sedurre anche involontariamente. Nelle lunghe cene serali a casa di Maria Sandias raccontava di come avessero deciso di comprare un “Camion”, riempirlo di oggetti di scena e girare per l’Italia portando ovunque il teatro d’eccellenza.
La pandemia di Covid l’ha ucciso, ma non sarà mai possibile cancellare il ricordo di chi l’ha conosciuto e amato.🥰

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