E’ vero che i teatri possono essere riaperti, ma è anche vero che dal 25 ottobre alla fine di aprile tutta la gente che ci lavora, registi, tecnici e attori, si è occupata di altro. Mi sembra davvero impensabile ricostituire una compagnia e proporre uno spettacolo in un luogo chiuso, con l’incognita dell’afflusso del pubblico. E’ probabile che la mia valutazione sia troppo pessimistica, ma correre un simile rischio economico potrebbe pregiudicare il futuro per molti addetti ai lavori. Dobbiamo poi ricominciare con i monologhi come a settembre scorso? Aprire per far entrare pochi spettatori e non proporre uno spettacolo adeguato è un suicidio professionale.

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