Ieri ascoltavo estasiata, ma anche confusa e allibita, alcune persone che progettavano viaggi e vacanze per almeno un mese allo scopo di snebbiarsi dalla pandemia. Ammiro davvero chi è libero da ogni tipo di impegno e mi chiedo se anche io un giorno potrò e vorrò esserlo. Ho sempre fatto parte di team e non sono mai stata in qualche modo sciolta dalla responsabilità per altri. L’impegno più ondivago e sofferente riguarda il teatro. Dopo l’impensabile e non prevedibile catastrofe che si è abbattuta sul nostro progetto il mese scorso, ci siamo rialzati e abbiamo rimesso in moto la macchina di produzione di un nuovo spettacolo molto impegnativo da tutti i punti di vista. Dobbiamo continuare ad andare avanti in quei passi che potrebbero portare verso la catastrofe,

tenendo presente che alla fine tutto può sparire in una bolla di sapone se a ottobre la pandemia dovesse riproporsi. Siamo sempre nel fuoco rovente dell’incertezza. Perciò ammiro davvero chi può andarsene dove vuole e per il tempo che vuole, vorrei abbracciarlo e invitarlo a cena a casa mia per carpire i suoi segreti.
Spero però che almeno a settembre sia di ritorno e metta in campo tutte le sue forze mentali e creative per ideare per sè e per altri un progetto che spinga verso la rinascita. Il segreto è la cooperazione e il prodotto potrebbe essere una nuova start up che accenda speranze e promuova il futuro.

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