Inizia la lunga stagione del trekking. La destinazione è il mare o la montagna o entrambe, come per alcune strade aperte da poco, panoramiche e un po’ pericolose, tipo la Via degli dei. Durante questi cammini si chiacchiera quasi ininterrottamente con l’amico/a del cuore, si raccontano i progetti – anche se li conosciamo benissimo – gli amori, le passioni condivise, tutto quello su cui solitamente non ci apriamo. Cadono le barriere della grande Dea Riservatezza e il cuore si lascia andare a un bisogno di liberazione. Quando arrivo a destinazione mi sento incredibilmente leggera e comunque l’amico/a non è appesantito,

perchè tutto quello che hai raccontato è stato assorbito dalla terra, dal suono cadenzato dei passi, dai fiori o dall’azzurro del mare. Non resta niente di davvero pesante, neanche lo zaino, neanche quel dolore o quella delusione che ti graffiava una piega profonda dell’anima. Quando poi ti tuffi nel mare o ti rotoli su un morbido prato, non ci sono più pensieri, finite anche le parole, i buoni e i cattivi propositi. Resta solo, come dicono i mistici indiani, l’essenza dell’ Essere, che è pace e silenzio. E un grazie.

Comments

comments