In Abruzzo, quando eravamo piccoli, nella notte tra il 28 e il 29 di giugno, assistevamo affascinati allo spettacolo della nonna che creava la magìa del “Veliero di San Pietro”. Riempiva una brocca di acqua di sorgente, versava un albume d’uovo e la lasciava tutta la notte all’aperto coperta da una tela leggerissima. La mattina successiva era possibile per lei prevedere il futuro, osservando la piccola barca a vela che si era formata nelle notte, attraverso l’analisi della sua grandezza e forma. Da questo rituale antichissimo, probabilmente di derivazione etrusca,

i contadini traevano previsioni per il clima e gli innamorati per il futuro delle loro speranze. Noi bambini non cercavamo pronostici, essendo già al culmine della felicità per poter giocare senza l’incubo della scuola. Ancora oggi preparo il mio veliero, che puntuale appare in tutto il suo splendore, carico dei desideri realizzati che cambiano ogni anno, sempre più intensi e luminosi.

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