Autocombustione al Burning man

Come ogni anno a Black Rock City, nel deserto del Nevada, 70.000 persone si sono radunate per celebrare…
Ma che cosa si è celebrato? Comincia a sfuggirmi il senso di questa operazione grossa, grassa e costosa.
Costosi i biglietti, anche se li compri un anno prima. Da 500 dollari si passa ai 2000 e oltre per complesse operazioni di bagarinaggio. Il viaggio è costosissimo e infinito, affittare un  camper a Reno è quasi proibitivo, inoltre devi essere indipendente con le tue provviste (almeno cinque litri di acqua  a persona al giorno oltre a cibo non deteriorabile).
Ci sono dieci regole da rispettare e
tutto un apparato sociale mirato a  far credere di essere in presenza di una comunità di libero scambio e di condivisione. Prima di aver conosciuto le vere comunità di vera condivisione ero davvero entusiasta del  Burning man, ma poi  mi è sembrato tristemente patetico. E’ vero che all’interno di quell’ unica settimana non esiste mercificazione ma solo il dono, cioè l’aiuto reciproco in caso di bisogno, ma appunto la mercificazione è a monte, è in ogni piega dell’organizzazione, è nella divisione delle aree di parcheggio, diversificate tra ricchissimi e non ricchi. Forse Larry Harvey aveva in mente qualche altra cosa quando bruciò a San Francisco il suo primo “man” di tre metri, ma quando si spostò nel deserto tutto cominciò a prendere un aspetto diverso, gigantesco, sempre più commerciabile.
E resta appunto il deserto meraviglioso, con le sue improvvise tempeste di sabbia, restano le affascinanti installazioni (quest’anno incentrate sulla robotica), resta la gente che si aggira in bicicletta in cerca di  un modo di essere alternativo e appagante che alla fine si riduce a un perenne stato di sballo. Di fondo si amplifica una cocente nostalgia per qualcosa a cui l’uomo aspira disperatamente ma che non riesce a raggiungere mascherandosi o fingendo di vivere nell’essenziale per pochi giorni. E quando  l’ultima sera si dà fuoco al pupazzo del Man, brucia con lui l’illusione che basti pagare per trovare se stessi

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