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eBook 6

Avete scritto e revisionato il vostro piccolo e prezioso libro ed ora vi apprestate a depositarlo in una piattaforma online su cui moltissime persone potranno trovarlo e acquistarlo. Amazon è la più grande libreria esistente al mondo ed è finito il tempo (per fortuna) in cui si dovevano aspettare le grazie altezzose delle case editrici, perchè tutto è diventato più rapido e democratico. Io vi consiglio, se non siete pratici, di affidare il testo, privo di refusi o errori stilistici dal punto di vista grafico, a una persona qualificata che si occuperà di pubblicarlo liberandovi da ogni ansia. Se invece siete in grado di farlo personalmente, sappiate che in genere per gli eBook si usa il formato ePub, mentre per il cartaceo è meglio utilizzare il PDF, perchè leggibile su ogni dispositivo e modello di pc. Affidate la copertina a un grafico e iscrivetevi ad Amazon.

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eBook 5

Immagino che siate abbastanza avanti con la scrittura del vostro testo, se avete lavorato con assiduità seguendo il ritmo di otto “pomodori” al giorno. (A proposito: potete leggere tutti gli articoli di questo mini corso andando nell’archivio del sito).
Se non avete completato la prima parte, forse non siete abbastanza motivati nel portare a termine questo progetto o perchè in fondo non vi interessa o perchè in qualche modo vi state autosabotando.

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eBook 4

Cominciamo a scrivere!!! Facile a dirsi, lo so. Per quanto mi riguarda, appena mi siedo al computer per lavorare, la mente mi propina tutta una serie di pensieri molto lontani da ciò su cui mi devo concentrare. Esempi.
– questa scrivania va spolverata
– devo passarmi la piastra ai capelli
– quasi quasi chiamo Francesca
– anche i cassetti vanno riordinati
– devo ricaricare il telefono

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Ebook 3

Durante la scorsa settimana avevate come compito quello di individuare un argomento di vostro interesse, qualcosa che conoscete e che volete divulgare con semplicità. Faccio un esempio: la mia amica Mara, capace di creare fiori meravigliosi con la stoffa, potrebbe scrivere qualcosa che spieghi come preparare decorazioni floreali natalizie. Il mio amico Filippo, grande addestratore dei propri cani, sarebbe in grado di lavorare su questo argomento con successo di vendite. Io, come tanti, comprerei subito il suo manuale e certo non starei lì a preoccuparmi dello stile o delle figure retoriche.

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EBOOK n°1

Qualcuno mi ha rimproverato per aver scritto che i problemi si superano sempre, che non bisogna lasciarsi travolgere al punto da abbandonare la scrittura. Ma se i problemi sono economici? Come si fa a pensare all’arte se non si ha denaro per la vita quotidiana? Avete ragione, ma fino a un certo punto.
Innanzi tutto credo di aver abbondantemente sostenuto la necessità di un lavoro più o meno stabile che sostenga la possibilità di scrivere nel tempo libero, finchè non sarete almeno un po’ conosciuti. Se questa idea non vi attrae, potete provare a scrivere qualcosa che vi dia un po’ di indipendenza economica senza impegnarvi troppo. Oggi il qualcosa si chiama eBook.

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Ogni tanto l’adorabile maestro Mooji ci dà la possibilità di seguire qualche ora di “domande e risposte” con i partecipanti ai suoi seminari. E’ un personaggio divertente e rassicurante, fa star bene vederlo e sentirlo. In uno degli ultimi satsang un ragazzo dichiarò di essere disperato perchè non riusciva a focalizzarsi sulla meditazione, a pacificare la mente, ma solo a pensare ossessivamente alla sua relazione d’amore finita.
Mooji gli chiese:”Qual è stato il tuo problema più grande tre problemi fa?”

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Triste il giardino:fresca

scende ai fiori la pioggia.
Silenziosa trema
l’estate, declinando alla sua fine
Gocciano foglie d’oro
giù dalla grande acacia.
Ride attonita e smorta
l’estate dentro il suo morente sogno.
S’attarda tra le rose,
pensando alla sua pace;
lentamente socchiude
i grandi occhi pesanti di stanchezza
H. Hesse

Avere un amico che mi fa da agente teatrale nel mondo perchè gli piacciono i miei testi è già un dono preziosissimo di cui non mi sento degna, ma quando l’amico mi perdona e mi scusa se nemmeno faccio lo sforzo di prendere un aereo per andarli a vedere in scena…allora mi si genera un senso di colpa grande come il Demogorgone.
Grazie Gregory, ma tu lo sai com’è..

In queste serate d’estate Netflix ripropone film che ho visto con tutta la passione del mondo e che appena possibile rivedo con l’emotività irrefrenabile della prima volta. Ecco, La mia Africa fuoriesce dai riquadri della programmazione e già mi vengono in mente una marea di ricordi. Denys, che chiamava la sua amata con la musica di Mozart. Denys, che le lavava i capelli con una brocca d’acqua di fiume, un’acqua morbida e lieve, un unguento tra quelle mani abbronzate. Denys che portava la “baronessa” in giro per l’Africa solo per farsi conoscere, aspettando il momento giusto, l’atmosfera più adatta, protraendo l’attesa dell’amore in modo quasi esasperante.

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50 sfumature di…

Uno dei libri più interessanti che ho letto per il mio progetto brasiliano è BIANCHEZZA E MASCOLINITA’ IN BRASILE di Valeria Corossacz. E’ un saggio nato dalla collaborazione di vari studiosi di università europee.

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Super news!!

La Casa Editrice Alpes Italia, in collaborazione con Essenza Teatro, ricerca testi teatrali inediti per la pubblicazione gratuita nei primi due volumi della collana ” La scena Nova” dedicata alla drammaturgia italiana contemporanea. Per criteri di ammissione, selezione e requisiti vari leggete il bando di concorso su Dramma.it. Ricordate che inedito non significa non rappresentato ma non pubblicato. Il bando scade il 15 settembre. Onward!!!

La prova del Pinguino – sondaggio

Un aiutino per il mio libro in progress… Faccio un lungo giro per arrivare al punto, come i tassisti della nostra bella Roma. Non so se avete letto dei due pinguini maschi del Sea Life di Sidney, notati per l’abitudine di passare moltissimo tempo insieme. Durante il periodo di riproduzione, per adeguarsi al comportamento della  comunità, avevano costruito un nido e avevano scelto un sasso per covarlo con la massima cura. Per questo motivo lo staff aveva deciso di dar loro un uovo secondario di una coppia etero  che  i due avevano scrupolosamente covato fino alla nascita di una femmina.

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Dopo un inverno piuttosto faticoso  e una  primavera con un  nuovo e stimolante lavoro in radio, chiuse parecchie pendenze e scadenze, ecco che ormai non posso più trovare scuse per non dare inizio a un libro lungamente sognato. Ormai le ricerche sono state fatte, altre saranno sviluppate in cammino e dunque il racconto della mia incredibile esperienza in Brasile è ormai pronto per partire. Ho intenzione di attenermi alla massima semplicità di scrittura, in modo che la storia (vera) venga fuori in modo da essere comprensibile a tutti. Avanti tutta!

Grazie a coincidenze e mediazioni, i miei testi di vario genere si muovono tra Spagna, Regno Unito, Norvegia e New York. Sono fuggiti dall’Italia per approdare a sponde più accoglienti e serene. Per fortuna i porti non sono ancora chiusi per la creatività che, anzi, all’estero è bene accolta e valutata. Incredibile a dirsi, è molto richiesto Mr. Cusack,  ancora un po’ nervoso  perchè  nei suoi spostamenti ha riguadagnato una integrità di storia ma ha perso un titolo. E’ vero che è sempre stato un attore schivo, ma questa novità ha messo in crisi il suo ego.  (altro…)

Lidija e Cechov

Certe volte è difficile spiegare, se non addirittura capire, ciò che accade. E in sostanza non è che fosse accaduto granchè. Ci eravamo guardati negli occhi. Tutto qui. Ma era stato moltissimo. Fu come se nel mio cuore fosse esploso qualcosa, fu come un razzo che spiccava il volo gioioso, entusiasta. Non ebbi alcun dubbio che Anton Pavovlic avesse provato la stessa sensazione e ci guardammo stupiti, felici.”
Ho avuto la possibilità di leggere (ormai credo che non esistano più  copie in commercio) “Cechov nella mia vita” di Lidija Avìlova, la storia di un’amicizia con sfumature particolari, di una passione incapace di manifestarsi oltre il gioco delle parti. (altro…)

Qualche mese fa mi sono svegliata con alcune note nella testa, semplici, ripetitive, un refrain. Mi hanno perseguitato per tutta la giornata e si ampliavano piano piano, come quei microrganismi mezzi morti che gli astronauti  riportano dallo spazio e che poi, almeno nei film,  diventano grassi e grossi  fino a minacciare la Terra. Non dico che il mio refrain fosse tanto aggressivo, ma sicuramente persistente. Alla fine ho chiamato un amico musicista e gli ho cantato le mie notine, allo scopo di esorcizzarle. (altro…)

Considerazioni inutili

In questi giorni, spinta da un amico regista, sto rivedendo un testo scritto qualche anno fa e mai messo in scena.  Rivedere significa che per ogni singola battuta trovo difetti  e banalità. Si può aggiustare qualcosa, ma un istinto primordiale e distruttivo mi dice di buttare via tutto e ricominciare. L’amico regista mi ha fatto notare che ogni autore ha una sua storia e che, se si mettesse a rivedere e riscrivere ogni opera, in prospettiva (altro…)

Chi ha visto lo spettacolo “La vita secondo John Cusack” oppure ha letto il testo (che comunque sarà pubblicato qui nella nuova versione in italiano e in inglese), per cortesia scriva i propri commenti all’indirizzo mail del sito e non ad altri. Le vostre osservazioni saranno trasmesse alla compagnia inglese che lo metterà in scena  e io risponderò a tutti privatamente anche se non prima della fine di febbraio. Vi ringrazio in anticipo della vostra attenzione e collaborazione. Mi auguro che questa nuova esperienza si fondi  sul rispetto reciproco, la disponibilità , la comunicazione e porti alla soddisfazione di tutti. Onward!!!

Noemi, un’amica di questo sito, mi ha chiesto cosa avviene e cosa si prova quando si lavora in un docufilm o in una intervista lunga con una rock star di fama mondiale.
Risponderò presto a questa gentile e simpatica richiesta

LA VITA SECONDO JOHN CUSACK

Il mio nuovo testo debutterà al Teatro Trastevere il 7 febbraio:
Regia di Pietro Dattola

con Flavia de Lipsis, Natalia Magni e Leonardo Santini

orari: giorni feriali ore 21
domenica ore 17,30

La vita secondo John Cusack,
Il mio nuovo testo, in collaborazione con il regista Pietro Dattola, è il risultato di un lungo impegno e molte riscritture.
Due donne si ritrovano in una casa situata in un posto imprecisato vicino al mare:  apparentemente sono  una madre e una figlia, in realtà personaggi metafora di una condizione esistenziale in cui spesso ci troviamo a vivere e che ci fa sviluppare una resilienza malata. La relazione è tossica, circolare, ripetitiva, (altro…)

Ci sono farfalle blu, gialle e arancioni che hanno un veleno nelle ali, veleno sufficiente a causare un arresto cardiaco a un uccello; ma gli uccelli questo lo hanno capito, perciò non le mangiano. Però ci sono altre farfalle, anche loro blu, gialle e arancioni, ma senza veleno, che svolazzano tranquille. Se la cavano sfruttando il loro aspetto pericoloso. Credo sia il caso di prendere esempio da loro, per passare indenni attraverso vita. Quando capiterà, muovete le ali.
Sarà sufficiente.

Tutti possono scrivere!
Ciò che blocca è la sfiducia in se stessi, la paura delle critiche, il proprio giudizio castrante, l’ego distruttivo che pensa di non poter raggiungere modelli prefissati.
Tutti possono scrivere…
a patto che non divulghino progetti e metodiche, ma piuttosto innalzino una barriera ad altissimo voltaggio tra il proprio lavoro e i commenti di qualsiasi tipo. So di ripetermi, ma spesso ci viene la voglia di mettere in mostra un’azione creativa di cui siamo particolarmente orgogliosi, senza sapere che stiamo esponendo qualcosa di estremamente delicato, un cristallo luminoso e puro che potrebbe essere offuscato o rotto dalle critiche sconsiderate di chi non fa  questo difficilissimo e silenzioso lavoro e crede di (altro…)

Autocombustione al Burning man

Come ogni anno a Black Rock City, nel deserto del Nevada, 70.000 persone si sono radunate per celebrare…
Ma che cosa si è celebrato? Comincia a sfuggirmi il senso di questa operazione grossa, grassa e costosa.
Costosi i biglietti, anche se li compri un anno prima. Da 500 dollari si passa ai 2000 e oltre per complesse operazioni di bagarinaggio. Il viaggio è costosissimo e infinito (altro…)

L’improvvisa leggerezza della scrittura

Negli ultimi mesi mi capita spesso di essere contattata dai nuovi ghostwriter,  ovvero professionisti (o che come tali si presentano) che, nel caso qualche scrittore abbia urgenza di scrivere un testo “di qualsiasi tipo” ma non la voglia,  l’ispirazione o il tempo, sono pronti a sostituirlo nell’ombra dell’anonimato.  Questi personaggi non sono una novità.  Ricordo che un amico, celebre autore di romanzi e sceneggiature, ne aveva assoldati quattro, li teneva rinchiusi in altrettante stanze del suo attico ai Parioli, ognuno con un compito specifico, all’oscuro di quello degli altri e soprattutto della trama. (altro…)

Grazie, amici di tutto il mondo

per le notizie, gli indirizzi, i libri, le curiosità, i ricordi, le ricette, le canzoni, le fotografie e tutto quello che mi avete inviato su Bahia. Terrò con molta cura questo straordinario materiale e, appena finito di archiviarlo, ve lo rimanderò.  Ho cercato di arginare l’emozione dei ricordi, almeno fino a quando ho ricevuto alcuni versi di una canzone di Ary Barroso che ha segnato la mia vita per motivi che ancora non sarei in grado di tirar fuori da quel posto (altro…)

Just for principi e principesse!

Con  Maria Sandias abbiamo pensato di organizzare un laboratorio  infinitesimale di lettura, con scambio di idee sulla parola scritta e la parola destinata a risuonare nello spazio scenico. Detto così può sembrare pretenzioso, ma è solo un’idea per chiaccherare davanti alla nostra bibita preferita in un ambiente fresco e riposante. Chi vuole partecipare è benvenuto, ma (altro…)

Kay e Piero…

sono arrivati a destinazione! La raccolta fondi per il documentario sul loro straordinario viaggio ha quasi raggiunto il suo obiettivo e basta davvero poco per completarla. Onward!

Kay e Piero on the road – raccolta fondi

La cara, meravigliosa amica Kay Mc Carthy,  insuperabile interprete della musica tradizionale irlandese, dopo una vita trascorsa in Italia ha deciso di tornare nella sua terra con un viaggio avventuroso a bordo di una  Panda, seguita da una piccola troupe che documenterà le fasi della nuova avventura. Questa mattina mi è arrivato un messaggio:”Ieri siamo passati vicini ad Alesia. Povero Vercingetorige! Tifo ancora per lui….il generalissimo Caesar mi perdonerà!!! K” (altro…)

L’infinita emozione di Nekrosius

Come vi avevo preannunciato, nell’ambito del festival delle arti della Lituania, è arrivato a Roma lo spettacolo di Eimuntas Nekrosius, A hungry man, da un racconto di Kafka. Lo spettacolo era in lingua lituana con la traduzione simultanea, ma dopo pochi minuti nessuno più l’ha seguita. I quattro attori hanno pronunciato una trentina di  battute, perchè  il testo è stato completamente scarnificato, pur conservando l’assetto generale e il significato. Ma quale magia, quanta azione scenica, quanto giocare con il regista che, come fosse un bambino che parla a  bambini, (altro…)

FLUX

Dal 4 al 15 maggio al Parco della musica si svolgerà il Festival lituano delle arti. La notizia potrebbe lasciarci freddini a causa della nostra ignoranza sulla straordinaria varietà dell’arte di questo paese, se il 10 maggio alle 21 nella sala Petrassi non ci fosse A Hunger Artist con la regia di Eimuntas Nekrosius, in assoluto il più grande regista teatrale vivente. A Roma raramente abbiamo la possibilità di assistere alle sue meraviglie, quindi vi esorto ad (altro…)

Ma a ke servono kueste parole…

Mi chiedo spesso se un teatro di parola come il mio abbia ancora un senso nell’era dei social. Una domanda retorica, lo so da me. Ogni scrittore degno di questo nome si sfinisce dietro a un suono, una costruzione.  Noi sceneggiatori forse ancora di più,  perchè una parola deve associarsi a un personaggio, sottintendere, anticipare o accompagnare un’azione. La parola è un suono sacro che vive nel gesto, nello sguardo, nelle vibrazioni di un attore. In teatro le pause, i gesti silenziosi, (altro…)

Egregio signore…

Per rispondere a tutte le mail in cui mi chiedete un giudizio sui vostri lavori, voglio proporvi qualche riga di uno dei testi più profondi e commoventi che  conosca, Lettere a un giovane poeta, di Rainer Marie Rilke. Un omaggio per tutti voi, giovani e coraggiosi autori.
Egregio Signore,
voglio ringraziala per la sua cara e grande fiducia. Poco altro posso. Non posso addentrarmi (altro…)

Foreva biutifu

Ho visto una donna correre nel parco.  Non era magra, nè indossava un tutina sexy, nè aveva le scarpe colorate da corsa… piuttosto in carne, con una gonna larga, scarpe molto datate con tacco, capelli grigi scomposti in una lunga treccia. Mi è sembrata un simbolo di libertà e di anticonformismo, bellissima con quella lunga gonna a pieghe che le si avvolgeva intorno alle gambe e il seno che sembrava assecondare gagliardamente il ritmo del respiro. Correva e correva, tracciava linee ideali come cerchi nel grano,  come se dal movimento delle gambe dipendesse la sua vita, come se non avesse passato e futuro ma solo quell’eterno presente. Sono rimasta affascinata a guardarla a  lungo, finchè non mi è passata davanti e ha lanciato un’occhiata di odio puro al mio cane che le ha tagliato la strada,  anche lui bello e libero, anche lui felice dietro a uno scoiattolo. Quell’unica occhiata (altro…)

Stranger Things per davvero

Nuovo rapporto di collaborazione con una  compagnia norvegese, che metterà in scena un mio testo e ne ha commissionato un altro “più politico in senso largo”. Giovani, aperti, disponibili, puri di spirito, mentalmente e fisicamente scatenati.
Pane per i miei denti, insomma.
Ringrazio l’amico Gregory K.  che ci ha messo in contatto.
Fallo ancora, Greg!!

Largo al nuovo, please!

Credo di aver già abbondantemente manifestato il mio entusiasmo per Chris e Zac, i due giovanissimi filmaker che hanno deciso di trascorrere 56 giorni in uno dei paesi più poveri del mondo, spendendo solo un dollaro al giorno. Ne è nato un documentario straordinario, diffuso da Netflix, che non solo ha fatto comprendere le infinite potenzialità del microprestito, ma che ha portato lavoro e nuove prospettive alla gente del posto, Sono due (altro…)

Mister Cusack  e io ringraziamo per le numerosissime mail che abbiamo ricevuto con le quali chiedete sia notizie di ciò che avviene sul peschereccio sia di leggere la drammaturgia che ci riguarda, ma…
Lo sapete come è fatto, sempre nervoso, volubile, instabile…prima incanta con le sue storie sul destino e poi è capace di trasformarsi in un killer seriale. Meglio non contraddirlo e, appena possibile, il testo in questione sarà parzialmente pubblicato su questo sito.
E un grazie speciale al play doctor Pietro Dattola!

I sereni templi dei saggi

John Cusack e io siamo a bordo di un peschereccio che naviga molto precariamente nel Mare del Nord verso la civile ma lontana Norvegia, alla ricerca disperata di una serendipity difficilissima da raggiungere. Cusack è molto fastidioso e irritabile, mi accusa di aver bloccato una drammaturgia che lo riguarda e che gli impedisce di voltare pagina, metaforicamente parlando. Dice che non avrei dovuto metterlo in mezzo (altro…)

Chiedimelo ancora…

Devo dire che non rispondo spesso alle lettere che inviate al sito, perchè mi sembra di aver esaurientemente risposto allo stesso quesito numerose volte.
Una delle domande che usualmente ricevo riguarda la consistenza dei personaggi che  nei miei lavori non hanno sempre una connotazione psicologica a 360 gradi.
Come ho più volte scritto, a me interessa la situazione, non il personaggio in sè e la situazione per essere espressa con forza emotiva  necessita il sacrificio dei vecchi moduli stilistici. (altro…)

Cantami, o Diva!

Sto lavorando a un documentario su un celebre artista statunitense, un musicista capace di suscitare emozioni straordinarie in chi lo ascolta, un mito vivente.  All’inizio non capivo bene  cosa volesse fare, abbiamo parlato a lungo, da soli o con l’interprete, ma il risultato era sempre lo stesso: nessuna reale comunicazione. Poi un giorno ha preso la chitarra e ha cominciato ad improvvisare, chiuso nei propri dolorosi ricordi. La sua splendida voce (altro…)

Zoe, de amicitia

Passeggiare a Villa Borghese con i cani è come entrare tacitamente in una lobby in cui ci si conosce approfonditamente e si impara ad  accettare le caratteristiche umorali  degli umani e quelle comportamentali degli animali.  Non ci vuole molto, è tutto piuttosto ripetitivo e prevedibile.
E poi c’è Zoe.
Per lei, nobilissima cagnolina senza pedigree, ciò che conta veramente nella vita è l’amicizia. (altro…)

Yammer è un social network privato , usato da società come Ford Motor Company e LG per condividere informazioni e risolvere problemi. Una caratteristica tipica di Yammer è la Yammer Praise app,  che permette di apprezzare (to praise) pubblicamente i risultati dei colleghi. Per usare la funzione Praise  gli impiegati devono soltanto scegliere un’icona predefinita e indicare il motivo per cui si ringrazia o cosa si apprezza.
In futuro, forse, nessuno più dirà “grazie” faccia a faccia o spedirà una nota  scritta a mano: riceveremo delle stelle dorate o uno smiley, proprio come succedeva alle scuole elementari.

La solitudine non comporta in sè una mancanza, semmai il contrario. Mi sono sentita sola e frammentata quando ero stretta a un amico adorato e completamente integra quando apparentemente non potevo contare su nessuno.
La solitudine è solo una falsa percezione di sè.
A patto di non trascurare il nostro lato d’ombra, abbiamo già tutto per essere completi per sempre. E chi vanta con (altro…)

sostieni.link/15727

E’ partita la campagna di crowdfunding: Tonino Delli Colli, mio padre. Tra cinema e ricordi.
Un libro dedicato alla carriera di un grandissimo direttore della fotografia, che ha lavorato con i migliori registi italiani, come Pasolini e Fellini. Io lo ricordo molto bene,  indimenticabili le nostre conversazioni sugli argomenti più disparati. In cortile, perchè eravamo vicini di casa. E ancora oggi mi manca il suo sguardo critico sull’abbinamento dei colori dei fiori sul mio balcone, sulla sfumatura delle serrande, un po’ diversa dalle altre. “Sai, io sono un artista, ho bisogno di vedere le cose ben fatte…” (altro…)

Invidia e altri additivi

L’invidia secca, diceva mia nonna rabbrividendo. La vicina ha fatto il malocchio, l’occhiaticcio, la fattura, il legamento… quando ero piccola in Abruzzo c’era una folla spesso ignara a cui si poteva dare la colpa delle proprie disavventure. Oggi si parla fino alla noia di energia positiva e negativa, del pensare positivo, dell’agire  “come se” e altri piccoli palliativi. Ma questo pensiero positivo è debole come un bruco transgenico, innaturale, ibrido, (altro…)

Pooh si guardò le zampe. Sapeva che una era la destra e sapeva che non appena avesse deciso quale delle due fosse la destra, l’altra era la sinistra, ma non riusciva a ricordare da dove doveva cominciare.

“Bene”, disse lentamente…

Sonia Bergamasco ed Estrio nell’opera di Maria Grazia Calandrone.”Pochi avvenimenti, felicità assoluta, scene da un matrimonio”
Avrei molto da dire sul rapporto di profondissima amicizia che mi lega all’autrice, molto affermata come poeta, ma qualsiasi cosa io possa raccontare smimuirebbe  la storia di due vite che si sono incontrate e continuano a farlo. Preferisco tacere, una volta tanto.
I concerti nel parco, 12 luglio

Making a murderer, qualche riflessione

Onore a Laura Ricciardi e Moira Demos che hanno speso ben  10 anni della loro vita per realizzare questo stupefacente docufilm, prodotto da Netflix, sulla storia agghiacciante di Steven Avery e della sua famiglia.
Non penso sia il caso di raccontare l’intera vicenda, nota a tutti grazie al successo planetario della serie, basata su interviste, filmati, riprese autentiche del processo,  un montaggio e una colonna sonora (a volte (altro…)

Il dono

L’attore deve utilizzare il personaggio scenico come un bisturi per anatomizzare la propria personalità. Non si tratta di interpretare se stesso in alcune circostanze date,  nè  di creare la parte in  modo distanziato, in forma epica, sulla base di una fredda analisi oggettiva. Si tratta di utilizzare il personaggio come trampolino, uno strumento che permetta di penetrare in profondità in quello che si nasconde dietro la nostra maschera quotidiana, (altro…)

Flavia e Valentina in scena!

Due donne si incontrano all’uscita di una discoteca. E aspettando il notturno ripercorrono oniricamente le loro vite,
svuotando le borse di parole non dette. Pur essendo opposte, soffrono lo stesso male. Cresciute con sogni di gloria, si ritrovano alla periferia della speranza, a desiderare di essere altro e a un soffio dall’esplosione. Lo spettacolo indaga su cosa succede dentro, quando persone con grandi lacune affettive incontrano  una società fatta di apparenze, aspettative disumane e non rispetto dei propri limiti. Parla di una generazione cresciuta a pane e sogni di gloria, in attesa di una fama che non arriva. (note d’autore)

ROMA, TEATRO DUE

Cultura, addio?

Tristissima la notizia dei sigilli al teatro dell’Orologio, per problematiche connesse con la sicurezza.  Quello spazio è vivo e operante da circa 40 anni e io ricordo uno spettacolo “Il Caffè del signor Proust” con la compagnia di Ludovica Modugno, che si rappresentava nella sala più piccola, una specie di catacomba claustrofobica e pericolosissima. In tutti questi anni nessun assessore si è mai preoccupato di aiutare il gestore a porre la struttura in (altro…)

Piccoli grandi amici di luce e oltre

Come appassionata fotografa di orb voglio segnalare il libro di Lexene Burns, ORB INSIGHTS AND INSPIRATIONS, uscito in questi giorni ed edito dalla Balboa press, una consociata della Hay House. La scrittrice ci  guida nella bellissima natura australiana come Alice nel paese delle meraviglie, attraverso sensazionali fotografie di orb ed altre creature, che sembrano confondersi e danzare con fiori e ogni tipo di vegetazione. (altro…)

Aurea mediocritas

Almeno due volte l’anno mi arrivano da località lontane nel mondo, tesi di laurea che qualche studendessa (prevalentemente americana) mi manda in visione perchè riguarda le mie opere teatrali.  Le leggo con attenzione, ma mi ritrovo sempre a pensare: ma dove le avrà prese tutte queste notizie false e risibili? E chi sarà quel dotto relatore che le ha insegnato a lavorare così? Se ha raggiunto il mio sito, se conosce il mio indirizzo di casa e presumibilmente (altro…)

That feeling of…

Silvia mi chiede come si fa a sapere se una piece che abbiamo scritto è buona e funzionerà in teatro.
Io vi consiglio come sempre di studiare, oltre ai classici, la drammaturgia contemporanea e di cercare un autore di riferimento con il quale sentite di avere una forte sintonia. In genere, i drammaturghi esordienti sono affascinati da Samuel Beckett, anche perchè agli inizi di solito è il primo che si cerca di imitare. Dopo averlo approfondito, (altro…)

Grazie a tutti quelli che hanno risposto al  sondaggio per me molto importante.  Mi avete confermato ciò che avevo in mente e questo mi fa pensare che abbiamo instaurato un filo diretto che potrà aiutarci in futuro a focalizzare interessi comuni. Il teatro è tutto e  negazione di tutto, è creatività pura che abbraccia ogni campo e ogni esperienza.  Io ricordo di aver scritto un radiodramma, La portantina, dopo una visita al museo delle carrozze di Vienna. Passai una notte a ridere e a scherzare con gli amici su quello che avevamo visto e poi, il mattino seguente, trovai come per magia nella mia mente una pièce (altro…)

Desiderate che questo sito diventi più tecnico, meno svolazzante attraverso le vicende della vita connesse al mio modo di scrivere?
Io penso che pagine dedicate a spettacoli e recensioni siano già tante e molto efficienti e andare verso una strada di questo genere costituisca una scelta estremamente noiosa. Se c’è qualche spettacolo che mi piace ovviamente ve lo segnalo, ma porsi confini e steccati mi toglie già il respiro. Ditemi per favore cosa ne pensate e mi rivolgo non tanto  a tutti coloro che seguono il sito da molti anni, ma a quanti lo hanno scoperto da poco. Grazie dell’aiuto e dei consigli!

Questa volta è facile… (nuova possibilità)

Chi è l’autore? Se lo indovinate questo sito vi regalerà  un incontro con il doctor Pietro Dattola. (Leggete in fondo a questa pagina di cosa si tratta). E’ una grande opportunità per  migliorare il vostro lavoro, ma ve la dovete guadagnare. Ecco la  nuova citazione:
“Lo sapevi no che qualcuno sarebbe arrivato
e lo sapevo anch’io in un certo senso
è solo che non volevo saperlo e tu l’hai sempre saputo
eri tu a volere che arrivasse, solo a parole dicevi di non volere
che arrivasse nessuno (altro…)

Il potere dell’eterno presente

Ho rivisto Richi and The Flash, un film con Meryl Streep e  Rick Springfield, che forse pochi ricordano, perchè in Italia suscitò stranamente un flebile interesse, nonostante una fascinosa colonna sonora e interpreti mitici (soprattutto Springfield). La storia è banale in sè: Linda, una rockstar di scarso successo ma di grande determinazione, ha lasciato marito e figli per seguire la sua passione, la musica. Linda, pur amando la sua famiglia, è (altro…)

ScriptDoctor – PlayDoctor…ocio ragazzi!!

Un’idea luminosa di Pietro Dattola, genio della regia!
Ha creato un servizio individuale e personalizzato rivolto a sceneggiatori, drammaturghi e registi che desiderano assistenza:
– nella concezione, focalizzazione o sviluppo di un’idea o di un soggetto;
– nell’individuazione e risoluzione dei problemi che affliggono un testo già scritto o in corso di scrittura; (altro…)

“Al Teatro Trastevere Helter Skelter è il dramma sconvolgente di Paola Moretti (regia di Pietro Dattola): uno spettacolo di bellezza inquietante che fa scivolare il pubblico in un universo sconcertante con un sottofondo musicale creato dalle canzoni del gruppo di Liverpool. In un atto unico viene rappresentata la tragedia di una stessa solitudine, che si rivela nelle vesti di donna non padrona, non più in grado di dominare se stessa. Il dolore ha il doppio volto (altro…)

HelterSkelter: le foto

Le foto dello spettacolo HELTER SKELTER
di Paola Moretti      regia di Pietro Dattola
con Flavia de Lipsis e Simone Castano
Roma, teatro Trastevere – 20-23 ottobre

 

Tra poco sarà Natale e  dimenticheremo tutto.
Metteremo  festoni sul nostro albero, pensando
di aver risolto ogni debito con la vita materiale.
Infine accenderemo le luci e le faremo scintillare
nel giusto ritmo,immaginando che possano rischiarare
i nostri visi e quelli dei nostri vicini.
Fino al 6 gennaio o anche un po’ oltre
saremo convinti che sia possibile
comunicare. Da qualche parte.

Davvero ci avete creduto?

Avete scritto in molti riguardo all’articolo “Grassi contro magri” che pare avervi scandalizzato.  A tale proposito  tengo a precisare che se è vero che si pensa spesso ad abbandonare il lungo e difficilissimo lavoro di scrittura teatrale, alla fine si è sempre in pista con nuove idee e progetti infiniti. Io adoro Jon Fosse e amo profondamente lavorare a un testo per la scena. Nel rinnovato sodalizio artistico con Maria Sandias (altro…)

Il vortice, le paperelle e la bellezza comunque

Nel 1992 una nave perse dei container durante la rotta verso gli Stati Uniti, riversando 28.000 paperelle di gomma nel Pacifico. Dieci mesi dopo le prime paperelle comparvero sulle coste dell’Alaska. Da allora sono state trovate alle Haway, in Sud America, in Australia. Alcune attraversarono lentamente la banchisa artica, ma duemila di esse rimasero intrappolate (altro…)

Grassi contro magri

Oggi avevo proprio intenzione di scrivere qualcosa su Jon Fosse, acclamato drammaturgo norvegese. Volevo parlare del saggio di Leif Zern su di lui (Quel buio luminoso) e invece ho trovato nella posta la mail di una sceneggiatrice che conosco da molto tempo, con cui ho collaborato e che ho sempre stimato. La mail si può riassumere in una domanda:”Credi davvero, Paola, che valga la pena (altro…)

E’ uno dei più grandi drammaturghi contemporanei.

Lo conoscete? Sapete che è anche un romanziere?

A breve un articolo su di lui.

Quel brutto pasticcio dell’etica

Una volta chiesero a Grotowski che cosa significasse “etica artistica”, un’espressione che usava di frequente.  Lui rispose che le persone che parlano di etica di solito vogliono imporre un certo tipo di ipocrisia agli altri, un sistema di gesti e comportamenti che generalmente vanno sotto questa etichetta. In  realtà dovremmo solo chiederci quali azioni intralciano la strada della creatività. Per esempio, se durante la creazione nascondiamo le cose che sono all’opera nella nostra vita (altro…)

Affrontare le critiche

Come afferma Julia Cameron,  è importante distinguere le critiche utili da quelle distruttive e spesso abbiamo bisogno di capire la differenza per conto nostro. Come artisti, siamo in grado di discernere la natura delle critiche molto più di quanto la gente possa sospettare. Una critica seria e mirata dà all’artista un senso di sollievo, in quanto lo lascia con la sensazione di aver risolto un problema o di aver aggiunto un tassello al suo puzzle. (altro…)

Spogliarsi

Jerzy Grotowski nei suoi seminari si domandava perchè dedicassimo tanto tempo all’arte di fare teatro. Certo non per insegnare qualcosa agli altri, diceva il maestro, ma per cercare di conoscere quello che ci hanno dato la nostra esistenza, il nostro corpo, le nostre esperienze personali e irripetibili. Per rompere le barriere che ci circondano, per liberarci dalle nostre inibizioni, dalle menzogne su di noi che (altro…)

INVENTARIA!!!!

Prosegue al teatro dell’Orologio il festival del teatro off. Ancora per molti giorni, con spettacoli adatti a tutti i gusti, giovani e innovativi. Questa è una delle poche iniziative forti  e valide, portata avanti da persone speciali, davvero eroiche, un punto di vitalità nella  nostra bella città di  Roma, artisticamente languente. Daje!!

“Ma per quale motivo

la gente è così cattiva nei confronti degli altri?”  Questa è la domanda che Emile Hirsch alias Chris pone a Wayne nel film sconvolgente di Sean Penn “Into the  wild”.
Wayne gli chiede a chi si riferisca e Chris risponde:” I genitori.. gli amici…” Fa un gesto come per generalizzare. Wayne gli consiglia di lasciar andare tutta la rabbia, di superarla, non si sa come. Chris sta già facendo di tutto per lasciarsi il dolore alle spalle, sta andando in Alaska, (altro…)

Vergogna e dintorni

Dopo 15 giorni di isolamento a causa di un black out del mio “gestore” finalmente torno in aria, come dice un amico austriaco. Ho letto le vostre mail, vi ringrazio, ma sono stupita dal fatto che i racconti di viaggio sembrano interessarvi poco rispetto al nostro consueto argomento, che credevo morto e sepolto o almeno in via di soluzione: il blocco creativo. Ancora pietrificati amici scrittori? Tutte le dritte vi sembrano poco efficaci? (altro…)

Rinascere per caso

Una volta mi trovai in Brasile durante la stagione delle piogge. Inutile raccontare in questa sede le motivazioni di quel pazzo e sconsiderato viaggio. Ero lì, nel quartiere Barra di Bahia, prigioniera in un albergo di apparenza, come spesso capita da quelle parti, con il parquet lucidato a cera e l’acqua putrida nei rubinetti. Non potevo ripartire per l’Italia prima di aver portato a termine ciò per cui ero venuta, mi ammalai di salmonellosi e disperazione. Qualcosa di simile a quello che accadde (altro…)

Grazie!

Molti mi hanno scritto a proposito dell’articolo “Keith, il parrucchiere e la ghianda”, in particolare riguardo all’intento di cui parlavo, la caratteristica individuale di ognuno di noi, del daimon che ci incendia e ci guida attraverso le molteplici vite in infiniti mondi.  Vi ringrazio e per rispondere alle vostre domande posso  citare l’amico Franco Santoro: (altro…)

Keith, il parrucchiere e la ghianda

Hanno aperto un negozio di  parrucchiere molto stiloso nella mia strada. Sono entrata per curiosità e ho avuto subito la certezza che molte cose non funzionassero nel mio look. Dovevo essere mesciata, scurita, illuminata, setificata, accorciata, boccolata e spettinata. Le unghie poi… rifatte ab ovo. E le sopracciglia? Un tatuaggio sine dubio. Non c’era un punto in me che poteva avere l’apparenza di ordine e armonia. Eppure sono una che si armonizza appena può. (altro…)

L’AMORE MOLESTO

La prova che le tue relazioni funzionano bene non è data dalla presenza costante di armonia, gioia, luce, pace e amore e dall’assenza di conflitti, incomprensioni, rabbia, oscurità e tensioni. Se ti aspetti questo da una relazione forse ti trovi nella realtà sbagliata o stai confondendo questa realtà con un’altra.
Se in una relazione ci sono conflitti, incomprensioni, dolori, rabbia, oscurità e tensioni, questo non vuol dire necessariamente che c’è un problema. Al contrario questa può essere un’indicazione che stai andando in profondità, che nella relazione hai smesso (altro…)

L’amore molesto

La prova che le tue relazioni funzionano bene non è data dalla presenza costante di armonia, gioia, luce, pace e amore e dall’assenza di conflitti, incomprensioni, rabbia, oscurità e tensioni. Se ti aspetti questo da una relazione forse ti trovi nella realtà sbagliata o stai confondendo questa realtà con un’altra.
Se in una relazione ci sono conflitti, incomprensioni, dolori, rabbia, oscurità e tensioni, questo non vuol dire necessariamente che c’è un problema. Al contrario questa può essere un’indicazione che stai andando in profondità, che nella relazione hai smesso (altro…)

Genio o scenio?

Riguardo alla creatività ci sono molti falsi miti, ma uno dei più banali è quello del genio solitario, un individuo dal talento pazzesco che compare dal nulla, libero da ogni influenza e privo di precursori, in diretta connessione con Dio e con le Muse. Quando l’ispirazione lo colpisce e una luce gli brilla nella testa, passerà l’intera vita a lavorare nel suo studio, trasformando l’idea in un capolavoro perfetto da consegnare al mondo. La creatività è quindi un gesto antisociale che pochi riescono a compiere, per lo più persone del passato.
Esiste un modo più sano di pensare alla creatività, (altro…)

Sono tornata a Findhorn

perchè non posso farne a meno. E’ la mia patria spirituale, un luogo dell’anima e delle emozioni che fa parte di me da moltissimi anni, da quando da bambina lessi qualcosa su Eileen Caddy. Il solito volo tranquillo fino ad Amsterdam e poi il minuscolo aereo ad elica per Inverness. Mi terrorizza guardarlo e so che il tragitto non sarà affatto esente da momenti di panico. Lassù, nel cielo del Nord, sotto il circolo polare, fluttuare tra le nubi in balia del vento, circondata da poche (altro…)