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Non capivo perchè, ma venivo presa da una nostalgia così lancinante che, anche se mi trovavo a casa mia, sentivo che esisteva un posto, da qualche parte, dove potevo tornare.” (Banana Yoshimoto)

La fotografia può essere una forma d’arte, ma quando il talento manca rimane comunque la comunicazione a vari livelli. Due anni fa andava molto di moda l’inquadratura di due calici di vino sullo sfondo marino di una località turistica. Un invito a invidiare una coppia d’amanti e la loro straordinaria presunta felicità. Quest’anno sono andati fortissimo i piedi maschili, fotoscioppati fino a renderli diafani ed efebici, se non fosse stato per la coperta di pelo che si intravvedeva sulla caviglia. A parte questi loop stagionali, restano attivi sempre e comunque i compulsivi del selfie, che ripetono ossessivamente i loro scatti del tutto privi di interesse e le “storie” così insignificanti ed effimere da non essere neppure riconoscibili. Resta comunque la comunicazione. E’ come dire: sono qui, sono io, voglio essere riconosciuto,

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CAMMINARE PER

lasciare andare

riconnettersi

accettare

guarire

amarsi

ricominciare a vivere

Sono tante le cose di cui sento la mancanza, come tutti. Sogno di tornare a New York, planare in Indonesia, a Maui, alla Findhorn Foundation dove sono rinata e ho lasciato il cuore…
Ma più di tutto desidero prenotare un aereo per un weekend a Londra e ascoltare, come si faceva prima, la meravigliosa Judi Dench che recita in un dramma elisabettiano o in una piece moderna e la sera successiva godermi We will rock you, un musical visto e rivisto sempre con lo stesso entusiasmo. Non sapevamo di essere tanto fortunati a stare insieme pieni di gioia in un teatro.

La ricerca dell’equilibrio è un impegno costante della mia vita. Mi ha accompagnato quando ero piccolissima e già sentivo la necessità di tutelarmi dalla malinconia degli adulti, cercando di camminare sul filo sottile sorretto dai miei sogni segreti, mi ha seguito attraverso un’adolescenza vissuta sul ciglio del burrone, fino a quando ho scritto il mio primo lavoro teatrale.
Il teatro è un rito che si svolge tra gli attori e il pubblico, mediante parole che risuonano in uno spazio fisico, ma che sono state concepite nel proprio spazio mentale sempre circondato da mostri orribili pronti a scatenarsi. Bisogna avere molto coraggio per non lasciarsi sopraffare.
La scrittura teatrale mi ha tenuto in un delicato equilibrio, non uno psicologo, non i viaggi, non un partner più figo di un altro, non un sonnifero, non le amicizie e neanche gli amatissimi cani.

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Ho sempre sognato di scrivere un lavoro teatrale ambientato in un negozio di parrucchiere.
Sono una fissata per i capelli, mi seguono fedeli in ogni avventura esistenziale, ci infilo le mani dentro quando desidero consolarmi, li taglio nei momenti di difficoltà, cambio colore quando ce l’ho con qualcuno, li profumo, li liscio, li arriccio, li nutro come una madre amorosa. Allo stesso tempo sono ipercritica con i capelli degli altri, che vorrei modificare e curare come forma di controllo e accudimento.
Mentre parlo con qualcuno spesso mentalmente gli lavo i capelli, metto un balsamo, li pettino, li taglio. 🙂
Più che un lavoro teatrale potrei scrivere un corto cinematografico.
We’ll see, forse è meglio non raccontare proprio tutto.

(In memoria di Emanuela)

L’amicizia è una sola anima in due, scriveva Aristotele. La parola greca “filìa”, in realtà, sta ad indicare un sentimento variegato che comprende molte stazioni dell’amore. Inutile ricordare le accezioni che ebbe nella filosofia greca, perchè tutti noi sappiamo cosa significa e quanto bisogno ne abbiamo. E’ un sentimento di sicuro superiore all’amore inteso comunemente, è alto, puro, anche se non esente dalle cadute connesse con la natura umana. Gli amici si aiutano, si correggono, gioiscono l’uno per l’altro, litigano. Gli amici non tradiscono, non abbandonano e chi fa questo manifesta soltanto il programma di sfruttare l’altro per le proprie necessità contingenti.

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SMARRIRSI

NON SIGNIFICA PERDERSI.

E TU…

TU DOVE SEI?

Adesso si prospetta per me un bel bagno di libertà, dopo la chiusura dei teatri e il successo di Smarrirsi. Dovevamo andare altrove, ma per adesso sarebbe antieconomico progettare qualcosa che ha tante incognite di realizzazione. Quindi, dalla mia vasca di relax, comincerò a riorganizzare mentalmente il testo di un documentario su cui si inizierà a lavorare da remoto e in presenza (ma come ci esprimiamo? Sembriamo alieni..) a novembre. Grazie di cuore al pubblico che ci ha fatto sentire la sua presenza affettuosa e attentissima, grazie di aver sfidato i pregiudizi per venire in un bel teatro che ha seguito le regole governative, grazie per averci amato e applaudito. A presto!

Navighiamo a vista, sempre con il pericolo di un lockdown, ma abbiamo un pubblico attento, commosso e affettuosissimo che ci fa dimenticare le preoccupazioni.
SMARRIRSI al Teatro Trastevere di Roma
Tutte le sere alle 21, domenica alle 17.30

Si prega di mantenere la mascherina sul viso
durante lo spettacolo. Grazie.

SI VA IN SCENA con uno splendido SOLD OUT!!!!!

DA STASERA ALLE ORE 21 . Teatro Trastevere

SMARRIRSI

di Paola Moretti, Maria Sandias e Maria Gabriella Olivi

regia di Paolo Perelli

Siamo in attesa di sapere se il nuovo decreto governativo ci permetterà di debuttare o no, dopo mesi di impegno del regista Paolo Perelli, delle attrici e di tutti coloro che LAVORANO in una produzione teatrale.

Cerchiamo di restare positivi…

E’ facile incontrarlo nelle piazze o sotto un portico, basta girare il mondo come fa lui, da Madrid, la sua città, a Roma, Parigi, Sidney, New Delhi… inutile proseguire perchè l’elenco sarebbe infinito. E’ un grande musicista, estroverso, dinamico, bellissimo e non si limita a suonare la chitarra, ma spinge i suoi ascoltatori a lasciarsi andare, cantando e soprattutto ballando insieme a lui. Se guardate i suoi video potete osservare che ad accettare il suo invito, espresso con gli occhi e il sorriso, sono i bambini piccolissimi, le persone molto avanti negli anni, ma soprattutto gente dal corpo poco allineato con i canoni degli influencer. E’ talmente forte il carisma di Borja Catanesi, tanto accogliente il suo sorriso che tutti si lanciano in balli scatenati davanti a platee improvvisate e affollate, incuranti del giudizio altrui. Borja, forse inconsapevolmente, questo ancora non lo so, è un pilastro ideologico contro l’orrendo e stupido body shaming. Per questo sto meditando di dedicargli qualcosa di più consistente di una piccola nota su un blog.

Scrive Francesca:
– Ciao Paola, toglimi una curiosità. Ma dove trovate il coraggio di fare teatro di questi tempi? Chi ve lo fa fare?
– Ciao Francesca, è una domanda che ci poniamo anche noi, soprattutto negli ultimi giorni prima del debutto. Si litiga, si teme che qualcuno si ammali, gli incidenti sono all’ordine del giorno (il nostro regista Paolo Perelli si è rotto un piede, tanto per gradire), ecc. ecc. Io ripeto sempre il mantra “mai più”. Lo dico per le amicizie che tradiscono, per le storie che finiscono, per i progetti di teatro e ogni volta che porto un cane nuovo a casa. Ma alla fine prevale la filosofia del mio amico John. Fuck it and stop worrying! Vada come deve andare e, comunque, la vera vita e quello che veramente desideri è sempre aldilà della paura e fuori della zona di conforto. Per cui, mentre intorno infuria il casino, il caro Fuck it! mi riporta nelle eteree regioni del distacco e della divina armonia. 🙂

Chissà se anche Don Chisciotte nella sua lotta contro i mulini a vento o Ercole nelle sue leggendarie e inutili fatiche hanno provato momenti di insormontabile stanchezza. A me ( in questa indecisione di teatri aperti vs teatri chiusi vs teatri con tre persone in platea non di più per carità) l’incertezza dopo tanto lavoro e tanto impegno da parte di tutti fa sentire in un episodio di Black mirror.
Eppure si continua a lavorare e fare prove.
Meravigliosa gente di teatro!
Ricordate che nessuno spazio chiuso è più sicuro di una platea… e più accogliente anche di casa vostra.

PICCOLI BRIVIDI
– Allora?
– Cosa?
– Fai un nuovo spettacolo… Brava, brava, piena di idee.
– E’ il mio lavoro.
– Complimenti, sei grande.
– Veramente il mio contributo è solo nel testo…
– Sempre modesta tu.
– Non si tratta di modestia, è che se non ci fosse tutto un team…
– Ma sarà sicuro?
– Cosa?
– Stare al chiuso in un teatro tutto quel tempo.
– E’ sicurissimo, stai tranquillo.
– Sai com’è
– Non venire se hai paura …
– Questo virus maledetto…
– Ok, non preoccuparti.
– E’ bello lo spettacolo?

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Scrive Fabio, un fedele amico di questo sito: Ciao Paola, avevi raccontato molto del tuo nuovo romanzo ambientato in Brasile, delle ricerche sulle tradizioni di Bahia e della tua paura di affrontare di nuovo un passato biografico molto impegnativo. E poi? Hai rinunciato? E non scrivi più testi per docufilm? Tutto finito? Ti dedichi solo al teatro?

Ciao Fabio e grazie della tua attenzione. In realtà non mi sto dedicando al teatro, perchè il nuovo spettacolo è tutto nelle mani di Paolo Perelli e del suo team. Lo vedrò per la prima volta in prova generale.

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🎁EVENTO SUPER!!!

Quando: dal 20 ottobre 2020


Come: collaborazioni di alto livello professionale, passione, entusiasmo, regia di un mitico guru dello spettacolo.

Dove: TEATRO TRASTEVERE di Roma, un posto dove accadono miracoli di bellezza e che amo profondamente.

Se necessario, faremo doppi spettacoli, per permettere a tutti coloro che desiderano partecipare il giusto distanziamento. Prenotate per tempo!

Ho passato i giorni di vacanza a guardare tutto quello che accadeva dentro e fuori di me. Non mi sono isolata, tutt’altro, ero sempre presente ma anche altrove, nel mondo incantato della mente, dove ogni idea, anche la più pazza e audace, era accolta, accettata e presa in considerazione. Stare immersi nella natura sblocca i nostri limiti, ci riporta al tempo eterno delle fiabe, ai mostri, agli incubi, alle passioni, alle imprese spericolate. Ho aperto la porta a tutto quello che voleva arrivare, ho sognato di mondi lontani, su cui ho posato i piedi e che ho abitato per un po’. Ho vissuto amori impossibili e alla fine li ho abbandonati . Bastavo a me stessa sotto certi profili, ero dipendente per altri. Se qualcuno voleva entrare era ben accetto, lasciando fuori giudizi e preconcetti. Stare nella natura ti trasforma in un Thoreau ancora più estremo, pacifico ma indifferente a tutto ciò che non è necessario al cammino. E adesso cerco la strada del ritorno, tra le note in fondo alla pagina. 🙂

CHIUSO PER

RINNOVO

E RISTRUTTURAZIONE

MENTALI… 🙂

BUONE VACANZE!!!

NOTTI DI STELLE

DI SOGNI

DI DESIDERI

NOTTI PER PARLARE PIANO

PERCHE’ SI PARLA D’AMORE

Forse mai come quest’anno sono tante le proposte di lavoro che arrivano soprattutto dall’estero con una committenza interessante e varia. Per quanto riguarda la realizzazione di documentari musicali e testi teatrali, sembra filare tutto sulle ruote e si prendono contatti, si stabiliscono i tempi, le tematiche, si chiamano attori, doppiatori, tecnici, si comprano nuove macchine di alta tecnologia, si stabiliscono le date e gli orari di prove e registrazioni in studio.Eppure mai come quest’anno serpeggia la paura che la rinnovata pandemia costringa a nuove chiusure per queste attività. Forse perchè a pochi piace lavorare veramente, i più preferiscono, in tempi di pandemia, la movida e comunque la sfida alle precauzioni, per poi ritirarsi in casa come lumache a fare pane e pizze e aspettare i contributi del governo cantando alla finestra inni a un’ Italia morente.

Un nuovo spettacolo

significa lavoro per attori, registi, assistenti, tecnici, autori, musicisti, teatri…Noi abbiamo superato la fase progettuale e stiamo per cominciare le prove di uno spettacolo corale sulla resilienza femminile che comunque rispetterà tutte le regole e limitazioni sanitarie. Proveremo ad andare in scena ad ottobre. Contro di noi un solo nemico: la minaccia di un nuovo lockdown. Vi prego, rispettate le regole e permettete, non solo a noi del teatro, ma a tutti di ricominciare a lavorare e vivere serenamente. Onward!!

NEWS!!!

Approvato e finalmente in via di preparazione un progetto teatrale in collaborazione con persone di grande professionalità, che stimo profondamente e con cui esiste un rapporto di amicizia ed empatia.
Ci tenevo moltissimo e sono felice, davvero felice, perchè fare cose belle in un clima di rispetto e collaborazione è la sensazione più gratificante del mondo. Stay tuned!!

Ricevo molte richieste di lettura di testi, attività che per mancanza di tempo non posso gestire in alcun modo e che comunque rifiuto perchè comporta la spaventosa responsabilità di dare un responso, di qualsiasi tipo sia, a un giovane artista. In nessun modo si deve mentire, in nessun modo si può scoraggiare. Ci sono però dei professionisti che fanno questo lavoro, come l’amico e regista Pietro Dattola, noto play doctor, che per esperienza e conoscenza ha tutti gli strumenti adatti per agire al meglio e consapevolmente.
C’è poi un libro,

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Il teatro Trastevere ha coraggiosamente riaperto i battenti con un piccolo cartellone di monologhi che saranno in scena fino ai primi di luglio. Mi sono emozionata osservando l’amore con cui lo spazio è stato predisposto per accogliere il pubblico del post covid, con tanti dettagli finalizzati ad allontanare la paura che abbiamo gli uni degli altri in questa epoca tanto scombinata e sofferta. Marco Zordan è il direttore artistico che accoglie e
(Foto: Marco Zordan)

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Accadde a Roma

Uno dei miei testi di maggior successo è senza dubbio Una strana follia – La Papessa Giovanna, scritta per lo spettacolo Accadde a Roma, andato in scena con un pubblico mai visto, per numero e entusiasmo, al Palazzo delle Esposizioni. Era la mia prima collaborazione con il regista Lauro Versari e fu qualcosa di indimenticabile. Dopo la prima, tante attrici si sono cimentate nella parte della infelice Papessa, ultima Federica Tatulli all’Orangerie. Ma la prima fu incredibile, con un teatro pieno di giovani donne affascinate e altre che facevano la fila per entrare (era uno spettacolo non stop) . Bellissimo tutto. (Foto: Federica Tatulli )

DALLA GRECIA CON AMORE

In molti mi avete scritto a proposito di questa foto: una donna imbrattata di sangue fuma al balcone, dopo aver presumibilmente commesso un delitto. Non si adatta all’idea che vi siete fatta di me, così dite, ed è un’incitazione alla violenza del tutto inopportuna in questi tempi.
In realtà si riferisce al contenuto di Helter Skelter, in un certo modo ne è un riassunto molto molto sintetico ma, a mio parere, efficace.

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A breve il mio testo per il teatro Helter Skelter sarà disponibile su Amazon. Questo spettacolo, portato al successo dalla compagnia e con la regia di Pietro Dattola, con Flavia de Lipsis e Simone Castano, ancora oggi risuona nelle menti e nel cuore di chi l’ha visto al teatro dell’Orologio e Trastevere.
Stay tuned!! 🙂

A PROPOSITO DI CAMMINI

Scrive Laura: per iniziare un cammino ti devi fidare dei tuoi compagni di viaggio, in tutti i sensi, questo va detto, Paola. Forse è più importante della marca degli scarponi.
Non sono d’accordo, anzi credo che questa sia un’illusione, cara Laura. La fiducia contiene in sè già il tradimento. Siamo traditi proprio nei rapporti in cui fidarsi è fondamentale: compagni di cordata, amici di vecchia data, amanti, mogli, mariti. Mai dagli estranei.

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A grande richiesta, ho pensato di riprendere gli articoli sui cammini: montani, marini, spirituali, esistenziali. Vi darò qualche consiglio su come tenere un diario di questi percorsi, per poi eventualmente trasformare gli appunti presi in un libro di interesse per un particolare pubblico di lettori. Aspetto le vostre esperienze di qualsiasi tipo, purchè in cammino e senza inibizioni. Tutto quello che accade è vita e certo su questo sito nessuno vi giudicherà o censurerà.
Onwards!

Nonna, come si affronta il dolore?
Nella mia vita c’era stato un salto generazionale imprevisto, perchè mia madre era sparita risucchiata dalla sua spaventosa nevrosi e al suo posto era rimasta la nonna a tenermi la mano per andare avanti. Se oggi scrivo lo devo a lei (e la scrittura mi ha salvato la vita) che mi raccontava storie di ogni tipo, a ogni ora del giorno e della notte, anche se gli occhi le si chiudevano e la testa le ciondolava dalla stanchezza. Storie di fate, di apparizioni mariane,

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Foto: Autoritratto di Sivan Dogan
(per cortese concessione dell’artista) @sivandoganphotography
Questa foto meravigliosa è una cornice di lusso per presentarvi il mio nuovo lavoro “La playlist“, un monologo che avevo già costruito in passato e che ho ripreso spinta dall’attore Leonardo Santini. E’ una storia di solitudine e sofferenza, in un universo reso rarefatto e distorto dalle ossessioni del protagonista. Il futuro di quest’opera è già nelle mani amorevoli del team editoriale Alpes Italia e del curatore Paolo Perelli.

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IL LATO BUIO DELLA LUCE

Credo che a tutti capiti di trovarsi all’improvviso in una specie di limbo spaventoso, con un desiderio bruciante di qualcosa o qualcuno che non riusciamo a definire. Vivere in questo stato d’animo porta a sofferenze indicibili e azioni incontrollate. E’ una mancanza, un vuoto, un senso estremo di inadeguatezza in quanto l’io si percepisce come non intero, spaccato in pezzi che non riesce a ricomporre perchè nemmeno sa dove andarli a cercare. Cosa manca?

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Su Netflix una splendida miniserie in quattro puntate, UNORTHODOX.
A New York, nel quartiere di Williamsburg, vive la comunità chassidica Satmar, i cui membri sono discendenti della Shoah trasferitisi in USA dopo la guerra. La storia si incentra su Etsy che, dopo un anno di matrimonio combinato con Yanky, fugge a Berlino per trovare la propria direzione esistenziale. Non posso spiegare a parole la bellezza di questa serie, la delicata interpretazione dei protagonisti e

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Nuova grande iniziativa del direttore di Essenza Teatro, felicità e desiderio di mettersi in gioco con un nuovo progetto, Sospensione 19.
Paolo Perelli è un grande maestro, un antidivo mozzafiato, eppure una persona semplice e spontanea. Quando ci sentiamo per telefono la sua voce bellissima e profonda, pacata e sempre ricca di sfumature mi dà grandi emozioni e uno smisurato sentimento di affetto. Mi sembra di parlare con il dio Dioniso, protettore dell’arte scenica e di tutti noi che viviamo e ci consumiamo sull’altare della parola drammaturgica. Presto grandi novità, stay tuned guys!! (Foto Laura Sbarbori)

Sembrano passate ere geologiche da quando ci incontravamo al bar dell’Auditorium con gli amici per ridere, bere cioccolato e progettare spettacoli teatrali, invece sono trascorsi poco più di quindici giorni. Una minacciosa eternità. Continuiamo a sentirci, a scrivere e a progettare, a ridere di sciocchezze e a parlar male di qualche politico, però manca il contatto delle mani, lo sguardo complice, le vibrazioni fisiche d’affetto profondo. Amo moltissimo questa foto con il regista Lauro Versari e la scrittrice Maria Sandias. Eravamo così spensierati quel giorno, così pieni di voglia di fare… Ci conosciamo da tanti anni e, dopo un percorso insieme, ognuno di noi ha trovato una diversa bellissima strada, pur rimanendo in quell’amicizia che ci costringe a rivederci ogni tanto, testimoni di vita l’uno degli altri. La vera amicizia, che tante volte si dà per scontata, è sempre lì ad attenderci con il sorriso, la comprensione, la gioia e la voglia irrefrenabile di stare insieme. Sono bastati 15 giorni per capirlo.

Helter Skelter è il lavoro teatrale che in assoluto mi ha dato maggiore riscontro di pubblico. Ricordo che, quando era in scena al teatro Trastevere, la gente mi rincorreva per strada, alla fine dello spettacolo, chiedendomi notizie di Sebastien, come se fosse una persona reale di cui io arbitrariamente avevo segnato il destino. Un teatro di grande emozione grazie ai favolosi interpreti, Flavia de Lipsis e Simone Castano. Il testo sarà disponibile su Amazon ad aprile.

Essere nerd

è un grande privilegio, l’ho scoperto durante questa infinita reclusione. Per me e per tutti quelli come me, fissati, ammaliati, persi nei loro sogni, non fa alcuna differenza. Certo non si va al parco a correre, non si fa trekking nel fine settimana, non ci sono riunioni con altri fissati, non ci si vede con la gente normale, ma non fa alcuna differenza perchè a noi piace vivere solo con il nostro amante primario, quello che soddisfa ogni esigenza, geloso, appassionato, sempre presente ed esigente.

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HO INCONTRATO VENERE.

Correva nel parco, non era giovane, nè palestrata, nè indossava una tuta tecnica, nè aveva scarpe da corsa stilose, come la maggior parte delle creature perfette che si allenavano sui prati.
Aveva una corporatura possente, una gonna larga e incolore, sandali sformati, capelli grigi che sfuggivano alla prigionia di una lunga treccia. Tra le mani stringeva qualcosa che assomigliava a una sciarpa,

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Non si fa teatro

per insegnare qualcosa agli altri, ma per cercare di conoscere quello che ci hanno dato la nostra esistenza, il nostro corpo, le nostre esperienze personali e irripetibili. Per rompere le barriere che ci circondano, per liberarci dalle nostre inibizioni, dalle menzogne su di noi che nella vita di ogni giorno propiniamo agli altri e a noi stessi, dai limiti provocati dalla nostra ignoranza e dalla mancanza di coraggio; in sintesi, per riempire il vuoto che è dentro di noi, ovvero per realizzarci. Lottiamo e soffriamo per ritrovare e toccare chi siamo per davvero. Vediamo il teatro come il luogo dello svelamento e della provocazione,

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Insania collettiva

sulla sacra montagna dell’ Everest. Oltre a rischiare la vita (soprattutto quella degli sherpa) con queste code potenzialmente letali, la gente abbandona bombole esaurite, plastica e ogni altro tipo di rifiuto fino ai campi più alti, quasi vicino alla vetta. Sta partendo una campagna per la tutela dell’ Everest, partecipiamo tutti!

Disponibile su Amazon La vita secondo John Cusack”.
Quando ho cominciato a scriverlo, pensavo a una situazione di breve respiro adatta ad una piccola compagnia. Fui ispirata dall’osservazione di una relazione tossica che si svolgeva sotto i miei occhi. Svolgere non è il verbo adatto, perchè in queste situazioni nulla si svolge, tutto resta immobile, impantanato in una palude psichica, una specie di zona certo non di conforto ma presumibilmente soddisfacente se si è narcisisti e masochisti insieme

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Cammini 6 – Provaci ancora!!

Lorena Abreu è la regina superstar del parkour ed è interessante guardare i video dei suoi allenamenti. Cento volte sbaglia, cade, scivola, si blocca prima di saltare e altrettante sorride e ci riprova.
In questo inizio di anno vi invito a un tipo diverso di cammino: il parkour psicologico. Iniziate a viaggiare sul serio, a cambiare aria: non è necessario prendere un aereo o uno zaino, basta dare spazio alla propria creatività. L’immaginazione è viaggio,

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A gennaio

il mio testo teatrale “La vita secondo John Cusack” sarà online su Amazon insieme a molte altre novità.
In copertina c’è Leonardo Santini, che ha interpretato la parte di John in teatro, fotografato da Luana Iorillo

Cammini 5 – MY HERO!!

E passo dopo passo sono riuscito ad arrivare a Ribadesella (Asturias/Spagna)… 4508 km in 151 tappe ed è anche arrivato il momento di tornare nella mia famiglia e condividere con loro il Natale. Riprenderò il cammino dopo le feste. Le ultime settimane sono state durissime in tutti i sensi (n.d.r. si è ferito più volte), ho lottato con tutte le mie forze per andare avanti in questo mio percorso di ricerca di Essenzialità (n.d.r. il cammino di questo trekker eccezionale è basato sulla Provvidenza).

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C’è qualcuno di voi che è venuto in contatto con il Candomblè in Brasile o in qualsiasi altra parte del mondo? Non mi occorrono libri o video ma esperienze dirette, ricordi, emozioni e riflessioni per il progetto letterario di cui vi ho ampiamente parlato.
Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi condivisione che rimarrà assolutamente privata.

Cammini 4

Non so quante scarpe (per hiking o simili) ho cambiato nel corso degli anni: troppo dure, troppo morbide, troppo tecniche, poco allegre, troppo colorate, ne sono uscite migliori, una marca è indispensabile, tallone basso, stringhe che si allentano e così via. Ora vengo a sapere da un documentario Netflix che la signorina Lorena Ramirez, runner di anni 25, che si allena con le sue sorelle correndo intorno alla fattoria dove risiede in Messico… indossa sempre un qualsiasi paio di sandali. Con questi sandali ha corso maratone stratosferiche di oltre 100 chilometri e ne ha vinte moltissime. Non solo. Lorena non usa pantaloni e magliette tecniche,

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Cammini 3 – Madrid

Non credo che il trekking urbano sia il fratello povero di quello più usuale concepito come immersione nella natura, purchè si scelga la città giusta. Ogni volta che vado a Madrid resto abbagliata dalla versatilità e capacità di innovazione di questa città luminosa, capace di adattarsi ai tempi, di accogliere senza farsi snaturare. Ha superato il suo periodo di crisi con una pacifica intrusione, permettendo di esprimersi e

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Cammini 2

Chiara a Santiago de Compostela: ” Sono partita in un momento di crisi per la fine di una relazione che durava anni e in cui avevo messo un’infinità di progetti per il futuro. Mi era crollato tutto intorno come un castello di carte. Avevo letto il libro di Tolle sull’importanza del vivere il momento presente, così decisi di chiedere un’aspettativa e di partire d’impulso. Avevo uno zaino pesantissimo, quasi una metafora di tutto quello che volevo lasciare e che invece restava a torturami la mente. Non voglio raccontare le meraviglie della natura, ogni giorno nuove e diverse, per quelle vi basta leggere qualcosa su internet. L’elemento importante è proprio quello zaino, che pesava sulle mie spalle come un macigno. Dopo i primi cento chilometri cominciai a svuotarlo, a gettare via quasi tutto: scarpe di ricambio (non servono, credetemi), maglioni, persino la borraccia. Rimasero solo

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Cammini 1

Parafrasando Marguerite Duras, mi viene da scrivere: trekking, mon amour.
Per guarire da ogni sofferenza spesso basta camminare sui “cammini”, attraversare i luoghi lentamente, meglio se da soli per riflettere, guardare senza etichette, accogliere chi si incontra in modo non convenzionale, senza sovrastrutture di sospetto. Bene anche con un amico per tutti i vantaggi di tranquillità, conforto e conversazione che ne derivano.

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eBook 6

Avete scritto e revisionato il vostro piccolo e prezioso libro ed ora vi apprestate a depositarlo in una piattaforma online su cui moltissime persone potranno trovarlo e acquistarlo. Amazon è la più grande libreria esistente al mondo ed è finito il tempo (per fortuna) in cui si dovevano aspettare le grazie altezzose delle case editrici, perchè tutto è diventato più rapido e democratico. Io vi consiglio, se non siete pratici, di affidare il testo, privo di refusi o errori stilistici dal punto di vista grafico, a una persona qualificata che si occuperà di pubblicarlo liberandovi da ogni ansia. Se invece siete in grado di farlo personalmente, sappiate che in genere per gli eBook si usa il formato ePub, mentre per il cartaceo è meglio utilizzare il PDF, perchè leggibile su ogni dispositivo e modello di pc. Affidate la copertina a un grafico e iscrivetevi ad Amazon.

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eBook 5

Immagino che siate abbastanza avanti con la scrittura del vostro testo, se avete lavorato con assiduità seguendo il ritmo di otto “pomodori” al giorno. (A proposito: potete leggere tutti gli articoli di questo mini corso andando nell’archivio del sito).
Se non avete completato la prima parte, forse non siete abbastanza motivati nel portare a termine questo progetto o perchè in fondo non vi interessa o perchè in qualche modo vi state autosabotando.

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eBook 4

Cominciamo a scrivere!!! Facile a dirsi, lo so. Per quanto mi riguarda, appena mi siedo al computer per lavorare, la mente mi propina tutta una serie di pensieri molto lontani da ciò su cui mi devo concentrare. Esempi.
– questa scrivania va spolverata
– devo passarmi la piastra ai capelli
– quasi quasi chiamo Francesca
– anche i cassetti vanno riordinati
– devo ricaricare il telefono

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Ebook 3

Durante la scorsa settimana avevate come compito quello di individuare un argomento di vostro interesse, qualcosa che conoscete e che volete divulgare con semplicità. Faccio un esempio: la mia amica Mara, capace di creare fiori meravigliosi con la stoffa, potrebbe scrivere qualcosa che spieghi come preparare decorazioni floreali natalizie. Il mio amico Filippo, grande addestratore dei propri cani, sarebbe in grado di lavorare su questo argomento con successo di vendite. Io, come tanti, comprerei subito il suo manuale e certo non starei lì a preoccuparmi dello stile o delle figure retoriche.

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EBOOK n°1

Qualcuno mi ha rimproverato per aver scritto che i problemi si superano sempre, che non bisogna lasciarsi travolgere al punto da abbandonare la scrittura. Ma se i problemi sono economici? Come si fa a pensare all’arte se non si ha denaro per la vita quotidiana? Avete ragione, ma fino a un certo punto.
Innanzi tutto credo di aver abbondantemente sostenuto la necessità di un lavoro più o meno stabile che sostenga la possibilità di scrivere nel tempo libero, finchè non sarete almeno un po’ conosciuti. Se questa idea non vi attrae, potete provare a scrivere qualcosa che vi dia un po’ di indipendenza economica senza impegnarvi troppo. Oggi il qualcosa si chiama eBook.

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Ogni tanto l’adorabile maestro Mooji ci dà la possibilità di seguire qualche ora di “domande e risposte” con i partecipanti ai suoi seminari. E’ un personaggio divertente e rassicurante, fa star bene vederlo e sentirlo. In uno degli ultimi satsang un ragazzo dichiarò di essere disperato perchè non riusciva a focalizzarsi sulla meditazione, a pacificare la mente, ma solo a pensare ossessivamente alla sua relazione d’amore finita.
Mooji gli chiese:”Qual è stato il tuo problema più grande tre problemi fa?”

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Triste il giardino:fresca

scende ai fiori la pioggia.
Silenziosa trema
l’estate, declinando alla sua fine
Gocciano foglie d’oro
giù dalla grande acacia.
Ride attonita e smorta
l’estate dentro il suo morente sogno.
S’attarda tra le rose,
pensando alla sua pace;
lentamente socchiude
i grandi occhi pesanti di stanchezza
H. Hesse

Avere un amico che mi fa da agente teatrale nel mondo perchè gli piacciono i miei testi è già un dono preziosissimo di cui non mi sento degna, ma quando l’amico mi perdona e mi scusa se nemmeno faccio lo sforzo di prendere un aereo per andarli a vedere in scena…allora mi si genera un senso di colpa grande come il Demogorgone.
Grazie Gregory, ma tu lo sai com’è..

In queste serate d’estate Netflix ripropone film che ho visto con tutta la passione del mondo e che appena possibile rivedo con l’emotività irrefrenabile della prima volta. Ecco, La mia Africa fuoriesce dai riquadri della programmazione e già mi vengono in mente una marea di ricordi. Denys, che chiamava la sua amata con la musica di Mozart. Denys, che le lavava i capelli con una brocca d’acqua di fiume, un’acqua morbida e lieve, un unguento tra quelle mani abbronzate. Denys che portava la “baronessa” in giro per l’Africa solo per farsi conoscere, aspettando il momento giusto, l’atmosfera più adatta, protraendo l’attesa dell’amore in modo quasi esasperante.

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50 sfumature di…

Uno dei libri più interessanti che ho letto per il mio progetto brasiliano è BIANCHEZZA E MASCOLINITA’ IN BRASILE di Valeria Corossacz. E’ un saggio nato dalla collaborazione di vari studiosi di università europee.

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Super news!!

La Casa Editrice Alpes Italia, in collaborazione con Essenza Teatro, ricerca testi teatrali inediti per la pubblicazione gratuita nei primi due volumi della collana ” La scena Nova” dedicata alla drammaturgia italiana contemporanea. Per criteri di ammissione, selezione e requisiti vari leggete il bando di concorso su Dramma.it. Ricordate che inedito non significa non rappresentato ma non pubblicato. Il bando scade il 15 settembre. Onward!!!

La prova del Pinguino – sondaggio

Un aiutino per il mio libro in progress… Faccio un lungo giro per arrivare al punto, come i tassisti della nostra bella Roma. Non so se avete letto dei due pinguini maschi del Sea Life di Sidney, notati per l’abitudine di passare moltissimo tempo insieme. Durante il periodo di riproduzione, per adeguarsi al comportamento della  comunità, avevano costruito un nido e avevano scelto un sasso per covarlo con la massima cura. Per questo motivo lo staff aveva deciso di dar loro un uovo secondario di una coppia etero  che  i due avevano scrupolosamente covato fino alla nascita di una femmina.

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Dopo un inverno piuttosto faticoso  e una  primavera con un  nuovo e stimolante lavoro in radio, chiuse parecchie pendenze e scadenze, ecco che ormai non posso più trovare scuse per non dare inizio a un libro lungamente sognato. Ormai le ricerche sono state fatte, altre saranno sviluppate in cammino e dunque il racconto della mia incredibile esperienza in Brasile è ormai pronto per partire. Ho intenzione di attenermi alla massima semplicità di scrittura, in modo che la storia (vera) venga fuori in modo da essere comprensibile a tutti. Avanti tutta!

Grazie a coincidenze e mediazioni, i miei testi di vario genere si muovono tra Spagna, Regno Unito, Norvegia e New York. Sono fuggiti dall’Italia per approdare a sponde più accoglienti e serene. Per fortuna i porti non sono ancora chiusi per la creatività che, anzi, all’estero è bene accolta e valutata. Incredibile a dirsi, è molto richiesto Mr. Cusack,  ancora un po’ nervoso  perchè  nei suoi spostamenti ha riguadagnato una integrità di storia ma ha perso un titolo. E’ vero che è sempre stato un attore schivo, ma questa novità ha messo in crisi il suo ego.  (altro…)

Lidija e Cechov

Certe volte è difficile spiegare, se non addirittura capire, ciò che accade. E in sostanza non è che fosse accaduto granchè. Ci eravamo guardati negli occhi. Tutto qui. Ma era stato moltissimo. Fu come se nel mio cuore fosse esploso qualcosa, fu come un razzo che spiccava il volo gioioso, entusiasta. Non ebbi alcun dubbio che Anton Pavovlic avesse provato la stessa sensazione e ci guardammo stupiti, felici.”
Ho avuto la possibilità di leggere (ormai credo che non esistano più  copie in commercio) “Cechov nella mia vita” di Lidija Avìlova, la storia di un’amicizia con sfumature particolari, di una passione incapace di manifestarsi oltre il gioco delle parti. (altro…)

Qualche mese fa mi sono svegliata con alcune note nella testa, semplici, ripetitive, un refrain. Mi hanno perseguitato per tutta la giornata e si ampliavano piano piano, come quei microrganismi mezzi morti che gli astronauti  riportano dallo spazio e che poi, almeno nei film,  diventano grassi e grossi  fino a minacciare la Terra. Non dico che il mio refrain fosse tanto aggressivo, ma sicuramente persistente. Alla fine ho chiamato un amico musicista e gli ho cantato le mie notine, allo scopo di esorcizzarle. (altro…)

Considerazioni inutili

In questi giorni, spinta da un amico regista, sto rivedendo un testo scritto qualche anno fa e mai messo in scena.  Rivedere significa che per ogni singola battuta trovo difetti  e banalità. Si può aggiustare qualcosa, ma un istinto primordiale e distruttivo mi dice di buttare via tutto e ricominciare. L’amico regista mi ha fatto notare che ogni autore ha una sua storia e che, se si mettesse a rivedere e riscrivere ogni opera, in prospettiva (altro…)

Chi ha visto lo spettacolo “La vita secondo John Cusack” oppure ha letto il testo (che comunque sarà pubblicato qui nella nuova versione in italiano e in inglese), per cortesia scriva i propri commenti all’indirizzo mail del sito e non ad altri. Le vostre osservazioni saranno trasmesse alla compagnia inglese che lo metterà in scena  e io risponderò a tutti privatamente anche se non prima della fine di febbraio. Vi ringrazio in anticipo della vostra attenzione e collaborazione. Mi auguro che questa nuova esperienza si fondi  sul rispetto reciproco, la disponibilità , la comunicazione e porti alla soddisfazione di tutti. Onward!!!

Noemi, un’amica di questo sito, mi ha chiesto cosa avviene e cosa si prova quando si lavora in un docufilm o in una intervista lunga con una rock star di fama mondiale.
Risponderò presto a questa gentile e simpatica richiesta

LA VITA SECONDO JOHN CUSACK

Il mio nuovo testo debutterà al Teatro Trastevere il 7 febbraio:
Regia di Pietro Dattola

con Flavia de Lipsis, Natalia Magni e Leonardo Santini

orari: giorni feriali ore 21
domenica ore 17,30

La vita secondo John Cusack,
Il mio nuovo testo, in collaborazione con il regista Pietro Dattola, è il risultato di un lungo impegno e molte riscritture.
Due donne si ritrovano in una casa situata in un posto imprecisato vicino al mare:  apparentemente sono  una madre e una figlia, in realtà personaggi metafora di una condizione esistenziale in cui spesso ci troviamo a vivere e che ci fa sviluppare una resilienza malata. La relazione è tossica, circolare, ripetitiva, (altro…)

Ci sono farfalle blu, gialle e arancioni che hanno un veleno nelle ali, veleno sufficiente a causare un arresto cardiaco a un uccello; ma gli uccelli questo lo hanno capito, perciò non le mangiano. Però ci sono altre farfalle, anche loro blu, gialle e arancioni, ma senza veleno, che svolazzano tranquille. Se la cavano sfruttando il loro aspetto pericoloso. Credo sia il caso di prendere esempio da loro, per passare indenni attraverso vita. Quando capiterà, muovete le ali.
Sarà sufficiente.

Tutti possono scrivere!
Ciò che blocca è la sfiducia in se stessi, la paura delle critiche, il proprio giudizio castrante, l’ego distruttivo che pensa di non poter raggiungere modelli prefissati.
Tutti possono scrivere…
a patto che non divulghino progetti e metodiche, ma piuttosto innalzino una barriera ad altissimo voltaggio tra il proprio lavoro e i commenti di qualsiasi tipo. So di ripetermi, ma spesso ci viene la voglia di mettere in mostra un’azione creativa di cui siamo particolarmente orgogliosi, senza sapere che stiamo esponendo qualcosa di estremamente delicato, un cristallo luminoso e puro che potrebbe essere offuscato o rotto dalle critiche sconsiderate di chi non fa  questo difficilissimo e silenzioso lavoro e crede di (altro…)

Autocombustione al Burning man

Come ogni anno a Black Rock City, nel deserto del Nevada, 70.000 persone si sono radunate per celebrare…
Ma che cosa si è celebrato? Comincia a sfuggirmi il senso di questa operazione grossa, grassa e costosa.
Costosi i biglietti, anche se li compri un anno prima. Da 500 dollari si passa ai 2000 e oltre per complesse operazioni di bagarinaggio. Il viaggio è costosissimo e infinito (altro…)

L’improvvisa leggerezza della scrittura

Negli ultimi mesi mi capita spesso di essere contattata dai nuovi ghostwriter,  ovvero professionisti (o che come tali si presentano) che, nel caso qualche scrittore abbia urgenza di scrivere un testo “di qualsiasi tipo” ma non la voglia,  l’ispirazione o il tempo, sono pronti a sostituirlo nell’ombra dell’anonimato.  Questi personaggi non sono una novità.  Ricordo che un amico, celebre autore di romanzi e sceneggiature, ne aveva assoldati quattro, li teneva rinchiusi in altrettante stanze del suo attico ai Parioli, ognuno con un compito specifico, all’oscuro di quello degli altri e soprattutto della trama. (altro…)

Grazie, amici di tutto il mondo

per le notizie, gli indirizzi, i libri, le curiosità, i ricordi, le ricette, le canzoni, le fotografie e tutto quello che mi avete inviato su Bahia. Terrò con molta cura questo straordinario materiale e, appena finito di archiviarlo, ve lo rimanderò.  Ho cercato di arginare l’emozione dei ricordi, almeno fino a quando ho ricevuto alcuni versi di una canzone di Ary Barroso che ha segnato la mia vita per motivi che ancora non sarei in grado di tirar fuori da quel posto (altro…)

Just for principi e principesse!

Con  Maria Sandias abbiamo pensato di organizzare un laboratorio  infinitesimale di lettura, con scambio di idee sulla parola scritta e la parola destinata a risuonare nello spazio scenico. Detto così può sembrare pretenzioso, ma è solo un’idea per chiaccherare davanti alla nostra bibita preferita in un ambiente fresco e riposante. Chi vuole partecipare è benvenuto, ma (altro…)

Kay e Piero…

sono arrivati a destinazione! La raccolta fondi per il documentario sul loro straordinario viaggio ha quasi raggiunto il suo obiettivo e basta davvero poco per completarla. Onward!