Distorsioni accademiche

Giorgia ha selezionato la domanda di F.H.:” Anche nel teatro è previsto il climax, immagino. A partire da quale atto?”
All’Università ci hanno insegnato molte cose che sono estremamente utili per svolgere, come lavoro successivo, quello del professore o del critico letterario. Questo fu uno dei motivi per cui, dopo due anni di corso, cambiai piano di studi. Tu devi considerare la scrittura teatrale come una

relazione d’amore, senza regole, con l’unica volontà di aprirsi e mettersi in gioco e l’unica sensazione di sentirsi vibranti di energia ed emozione. Dall’inizio alla fine, se c’è una fine. Tutto può continuare nella vita come nella mente degli spettatori. Un consiglio: leggi Jon Fosse, rileggilo, studialo attentamente e capirai che l’assenza di stereotipi crea una situazione di massima attesa pur restando l’azione in una apparente immobilità. E c’è tutto quanto serve a sviluppare un dramma intenso e coinvolgente. La tua domanda, comunque, mi fa capire molto di te e vorrei consigliarti un libro sacro: Lettere a un giovane poeta di Rilke. Ne riparliamo dopo, ora sei troppo legato a schemi desueti.

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