Helter Skelter

Cosa può succedere quando un uomo e una donna che abitano nello stesso palazzone di periferia, separati da un muro sottile che permette di spiare ogni parola e quasi ogni respiro, finalmente si incontrano e passano insieme una lunga notte? Qualcosa di imprevisto e di irreparabile, perché non riescono a superare il vero muro di solitudine, fantasie, menzogne e manipolazioni creato dalla loro difficoltà ad aprirsi all’amore.  Ho scritto questo testo pensando a uno dei più grandi attori e commediografi italiani, Annibale Ruccello, prematuramente scomparso poco più che trentenne, che amava raccontare storie di questo tipo (Le cinque rose di Jennifer, Notturno di una donna con ospiti, Week end) ed è stato tra i protagonisti di una straordinaria stagione di rinascita e di rinnovamento della drammaturgia italiana. Ci eravamo conosciuti alla SIAD ed eravamo degli autori “emergenti” coccolati da Mario Federici. Il suo capolavoro “Ferdinando” era stato solo segnalato al premio IDI, ma subito dopo era arrivato il successo folgorante e quasi contemporaneamente la morte in un incidente stradale. Era straordinariamente bello, affascinante, comunicativo, dotato di una scrittura teatrale strepitosa. A te, amato amico, dedico il mio testo, certa  che ti sarebbe piaciuto e ti saresti offerto, con la tua generosità e il tuo entusiamo, per interpretare il ruolo del protagonista che a te si ispira.

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