La vita secondo John Cusack | ilfoyer.net, di Alessandro Gilardi

Dal sito ilfoyer.net (https://www.ilfoyer.net/Recensioni/263/LA-VITA-SECONDO-JOHN-CUSACK)

Dal 7 al 10 febbraio 2019 il teatro Trastevere mette in scena un testo che merita grande rilievo e suscita un immediato interesse, già dalle prime battute, e che ha un potenziale drammatico ed espressivo davvero molto alto. Si tratta della pièce intitolata LA VITA SECONDO JOHN CUSACK, scritta da Paola Moretti per la regia di Pietro Dattola, e interpretata da Flavia germana De Lipsis, Natalìa Magni e Leonardo Santini.

La storia parla di un rapporto morboso tra una figlia adottiva ed una madre apprensiva e iperprotettiva che nel corso degli anni ha reso sua figlia sempre meno autosufficiente. Questa ragazzina crescendo ha accumulato astio, rabbia, delusione, ed in ogni dialogo e scambio di battute con sua madre non manca di rendere palesi questi suoi stati d’animo.

E’ un continuo battibecco, a volte amaro, altre dai risvolti patetici e pieni di un dolore che caratterizza tutta l’atmosfera della rappresentazione. Eppure il modo in cui questi dialoghi si sviluppano, per quanto essi siano lo specchio di una sotterranea disperazione, lasciano intravedere sempre uno spiraglio di luce, un desiderio disatteso di libertà e di felicità che sia la madre che la figlia tenteranno di soddisfare.

Appare ad un certo punto una figura che potrebbe essere anche solo immaginaria, incarnazione di quel desiderio di libertà, oppure reale e tangibile, e quindi l’uomo, assomigliante al bell’attore americano, che la potrà guidare verso un futuro pieno di gente da incontrare e strade da percorrere, finalmente, anche da sola. E’ un uomo che sa come parlarle e che non ha bisogno di inutili sovrastrutture, lui pare amarla, lui la desidera e non si lascia fuorviare da ogni resistenza che la ragazza tenta di opporre.

Vale la pena dirlo chiaramente: questa rappresentazione non ha vizi, sia per la bellezza del testo sia per la prova attoriale offerta dai tre protagonisti. C’è un tale equilibrio ed una tale puntualità nel ritmo e nella scelta del tono interpretativo per tutta la durata della messinscena che quasi sembra di poter essere protagonisti e calati all’interno della vicenda raccontata. I dialoghi si susseguono in un continuo colpo di scena emozionale che è legato non solo allo scorrere della storia ma soprattutto alla capacità dei tre attori di far vivere l’evoluzione dei caratteri in gioco.

Non lasciatevi sfuggire l’occasione di vedere LA VITA SECONDO JOHN CUSACK perchè è una originale e degna opera d’arte, ben interpretata da tre artisti che usano il teatro nel modo più giusto: emozionando.