Stop directing the river’s flow (Mooji)
2 Ottobre 2025
Tranquille mattine d'autunno, miti, delicate, cariche del profumo dell'umidità notturna, nelle incredibili colorazioni dal verde al rosso cupo con cui la natura ama coprirsi per addormentarsi.Stamatt...Tranquille mattine d’autunno, miti, delicate, cariche del profumo dell’umidità notturna, nelle incredibili colorazioni dal verde al rosso cupo con cui la natura ama coprirsi per addormentarsi.
Stamattina mi sono svegliata con il desiderio di partire, di andare verso paesaggi mai visti, lingue sconosciute, gente nuova e imprevedibile. Quello di resettare il presente è un desiderio che provo spesso. L’ho ereditato da mio padre. Lui però non faceva altre riflessioni, partiva e basta, senza curarsi di quello che lasciava dietro. Eppure, nonostante i ripetuti abbandoni che solo oggi posso comprendere e giustificare, l’ho sempre amato e lo sento vicino anche ora che non c’è più. E’ stato poco con me, ma mi ha insegnato tutto quello che è fondamentale sapere. Era fissato con lo studio e la religione, mia madre solo con il pianoforte e mia nonna con le lingue classiche. Assecondavo tutti per non avere problemi.
A sette anni aprii per caso un libro e lessi:
“Nè la nascita nè la morte ti appartengono
Tu non sei il corpo
Tu sei Shiva, sei ogni cosa e ovunque”
Il libro era “Song of Avadhut” di Abhayananda.
Chiesi spiegazioni.
Mia madre disse: “Rimetti quel libro dove l’hai preso.”
Mia nonna: ” Perchè lasciate in giro questa roba?”
Mia zia: “Non rovinate pure la bambina!”
Mio padre: “Mi sembra ragionevole ma non saprei spiegarlo”
Lo zio giornalista: “Non farti illusioni”
La maestra di piano: “Il tuo unico pensiero deve essere la pratica!”
Il confessore: ” Un Padre nostro e tre Ave Maria.”
Dedussi che gli adulti non sapevano niente e che forse non c’era niente da sapere.
Eppure ho continuato a pensarci e in seguito ho passato molto tempo presso vari maestri spirituali, finchè tutto mi è stato chiaro. Non avevo speranza, a causa della mia perpetua agitazione mentale.
Era necessario fare esperienza di quei versi, restando nel concetto dell’Io Sono e andando in profondità. Ma, come mi disse Mooji, se non mi era possibile calmare la mente abbastanza a lungo da percepire la verità viva, allora potevo aspettare senza fretta le prossime migliaia di incarnazioni anche in altri mondi. Vidi un lampo di ilarità nel suo sguardo. Un giorno lontano millenni avrei capito, oppure subito, all’istante. Stava a me la scelta e la volontà. Mi disse anche che continuare la mia ricerca per via empirica e non esperienziale era una fatica del tutto inutile. Lascia che il ruscello scorra, senza deviarne il corso in alcun modo, permetti che la vita vada avanti senza correggerne la direzione e sforzarsi di capirne il senso, così disse quell’uomo meraviglioso dagli occhi luminosi e buoni.
Nel frattempo, come scrisse nei suoi diari Hetty Hillesum, occupiamoci con cura delle cose pratiche,tendiamo le mani per prendere e lavare le tazze della colazione, chiamiamo quella persona che non sta bene, lavoriamo con cura e rispetto degli altri….
Ricordando, in sottofondo, la nostra grandezza. E questo, alla fine, è il segreto.