Ti sei mai chiesto cosa accadrebbe se…

28 Aprile 2025

Qualche mattina fa sono uscita come sempre molto presto per andare con i cani al parco. Mentre con il telecomando azionavo la porta del garage, ho avuto una vaga sensazione di disagio, come la percezi...

Qualche mattina fa sono uscita come sempre molto presto per andare con i cani al parco. Mentre con il telecomando azionavo la porta del garage, ho avuto una vaga sensazione di disagio, come la percezione di un graffio nella solita matrix. Al secondo telecomando per il cancello principale la sensazione è passata. Se ti aspetti di vedere qualcosa difficilmente ti accorgerai subito dei cambiamenti.
Il cancello si è aperto e davanti era ferma una macchina della polizia. Non me ne sono preoccupata, nella mia strada accade sempre qualcosa, come nel vecchio West.
“Deve rientrare, il quartiere è allagato” ha detto uno dei due agenti.
“Quel cane che razza è?” ha chiesto l’altro.
A quel punto ho visto l’acqua scorrere verso piazza Euclide, come un gagliardo ruscello di montagna.
“Ma che è successo?”
“Stanno lavorando, torni a casa per favore. E metta la museruola a quel cane.”
Una frase di grande creatività, l’accenno alla presunta ferocia di Rino spegneva ogni allarmismo, spostava il problema su temi noti e vissuti.
Come era stato normale e facile e arrivare al cancello, così fu impegnativo rifare quei pochi metri.
I cani erano scesi dalla macchina impazziti dalla felicità, io non riuscivo a parcheggiare di nuovo.
Cose facili ed usuali erano diventate improvvisamente complesse con la consapevolezza del disagio. Gli animali hanno pazienza, si adeguano, l’essere umano non accetta il nuovo, la diversità di angolatura, si mette subito in modalità sofferenza.
A casa la situazione peggiorò velocemente, via la luce, via l’acqua, via il gas, via la connessione.
Un silenzio tombale è caduto sul quartiere, interrotto solo dalle imprecazioni degli operai che lavoravano sui tombini. Il problema è ancora in atto mentre scrivo, a due giorni di distanza l’elettricità viene e va, ma comunque siamo a Roma, alla fine torneremo alla normalità.
Mi sono resa conto cosa significherebbe il protrarsi di una situazione improvvisa di difficoltà a largo raggio, in cui nessuno potesse aiutare, almeno a breve termine.
Eppure cose atroci accadono nel mondo: mancanza o eccesso di acqua,distruzione dell’habitat, fine delle comunicazioni, mancanza di cibo, di riparo, di sicurezza.
E’un attimo, un missile, un disastro ambientale, una pandemia, un black out globale…ci avete mai pensato veramente?
Ecco, adesso ha citofonato il custode per dire che è arrivato un camion con l’acqua potabile, di scendere subito con i contenitori.
Un vicino “bussa” alla porta.
“Hai dei contenitori?” mi chiede
“No, ho buttato ieri le bottiglie di plastica”.
Ci guardiamo in silenzio.