UN MESSIA D’ARGILLA

Il procuratore della contea di St. Louis ha annunciato che il Grand Jury (composto da nove bianchi e tre neri) ha deciso di non incriminare l’agente Wilson che uccise un ragazzo di 18 anni, Michael Brown. Obama ha suggerito di “rispettare la decisione”. Obama… l’uomo nuovo, il messia, colui al quale fu assegnato il premio Nobel per la pace all’indomani della sua elezione (forse perché dopo sarebbe stato moralmente impossibile) . Dai fatti di Ferguson la situazione è notevolmente peggiorata, fino ad arrivare all’uccisione di ragazzi neri disarmati o addirittura bambini con pistole giocattolo.  Ciò che lascia allibiti è non solo la vigliaccheria di questo presidente da operetta, quanto l’indifferenza dell’America e del resto del mondo. In una società posticcia  di social dove la notizia dell’abbandono di un cane suscita un coro di insulti e maledizioni, l’uccisione di un innocente passa inosservata. In un mondo dove si parla di angeli, fate, perdono, energia universale e miracoli,  lo strazio della popolazione nera cade nel nulla.  Come commentare un assassinio? Rewittando? Mettendo un cuore? Una stellina?  Un “mi piace”? E nelle scuole si parla? Si crea la tolleranza e la pace? O si insegnano  cose vecchie e rimasticate? Si tenta di costruire un nuovo mondo o si ritwitta il vecchio? Spero che Ferguson non “accetti la decisione” e che dal Missouri parta un fuoco che divampi in tutto il mondo distruggendo il vecchiume dell’ipocrisia, della barbarie e della connivenza del potere con il delitto.

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