Antropocentrismo e dintorni

Ahi Bergoglio, talvolta parli senza riflettere, accusi, giudichi, condanni. Mi sembri un uomo violento coperto con una pelle d’agnello, costituita dal nome di San Francesco d’Assisi, la quintessenza dell’amore per tutto il Creato. Il Vaticano è uno Stato sopravvissuto all’interno del territorio di Roma grazie a uno sconsiderato lavoro di diplomazia e il suo capo afferma di parlare in modo infallibile per virtù dello Spirito Santo.

Parlare su tutto e di tutto, a ruota libera. Ora il Papa, scapolo e senza figli, in una sua corte di abietti pedofili, ci dice quello che dobbiamo fare all’interno delle nostre case. Accogliere solo bambini e non cani o gatti o porcellini o iguane del Madagascar. Chi lo non lo fa è disumano, dice. Incredibile! Ci sono più cucce che culle!, tuona il vecchio pontefice che pare non sapere niente della crisi economica e relazionale, della eterogeneità delle coppie, della non attitudine alla maternità/paternità, delle preferenze esistenziali. Ricordo, quando ero piccola, delle lacrime di gioia nel vedere nascere un vitellino o un puledro in campagna, del rispetto sacro per gli animali che, come ci insegnavano, dovevano essere considerati come parte della Creazione. Eravamo bambini ma ci fecero capire che non contavamo di più dei cuccioli del mondo animale. Sono diventata una donna libera che viaggiava e si divertiva. Ma poi ho fatto una scelta, ne avrei potuto fare una diversa e sarebbe stata ugualmente giusta. Se adotto un bimbo o un cane, se partorisco, se apro un rifugio per animali, se scrivo commedie o coltivo orchidee è la mia vita e non deve interessare i preti, nè essere sottoposta a giudizio. La Chiesa non giudichi e si occupi di ripulire il fango che la sta sommergendo forse definitivamente. E tu, Bergoglio, ricorda il Cantico delle creature di San Francesco: Lodato sii, o Mio Signore, con tutte le tue creature…

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