Cammini 3 – Madrid

Non credo che il trekking urbano sia il fratello povero di quello più usuale concepito come immersione nella natura, purchè si scelga la città giusta. Ogni volta che vado a Madrid resto abbagliata dalla versatilità e capacità di innovazione di questa città luminosa, capace di adattarsi ai tempi, di accogliere senza farsi snaturare. Ha superato il suo periodo di crisi con una pacifica intrusione, permettendo di esprimersi e

lavorare a tutti quelli che avevano idee interessanti, in ogni campo. Da rigida rappresentante di idee antiquate e classiste, che parevano trasudare dai muri scuri dei palazzi signorili, oggi è una vivacissima urbs nella quale sono pochi i madrileni di terza generazione, al punto che ti senti madrileno tu che ci vai una volta al mese per pochi giorni, anche se accuratamente sfruttati.
Attraversare a piedi la terza città più grande d’Europa richiede una pianificazione meticolosa: se siete turisti e vi piace fare foto, potete iniziare al Pum Pum nel quartiere di Lavapiès per terminare all’Adorado a pochi minuti dal Rastro. Brunch e un’occhiata all’antiquariato sono la conclusione ideale di un lungo percorso con parchi, musei, ponti, tramonti e tutto quello che vi promettono le guide. Basta non arricciare troppo il naso per lo smog e il caos cittadino, basta non aspettarsi amicizia immediata dagli spagnoli, sorrisi e pacche sulle spalle, come facciamo noi italiani con gli stranieri, idealmente o praticamente. Se vuoi essere vincente resta freddo e un po’ altezzoso, ricordati che un Regards vale più di un Darling. Ma alla fine cosa pretendi? La solidarietà dei cammini francigeni? Le amorose strette di mano e gli abbracci del percorso per Santiago? E’ un’altra cosa, perciò adeguati, cammina, guarda, sogna, crea, assorbi l’atmosfera che la città vorrà regalare solo a te. Quel che conta qui è l’ambiente più delle persone, con buona pace di tutti.

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