Chiedimelo ancora…

Devo dire che non rispondo spesso alle lettere che inviate al sito, perchè mi sembra di aver esaurientemente risposto allo stesso quesito numerose volte.
Una delle domande che usualmente ricevo riguarda la consistenza dei personaggi che  nei miei lavori non hanno sempre una connotazione psicologica a 360 gradi.
Come ho più volte scritto, a me interessa la situazione, non il personaggio in sè e la situazione per essere espressa con forza emotiva  necessita il sacrificio dei vecchi moduli stilistici. In Helter Skelter ho forse dato più colore al personaggio di Sebastien, ma nell’ultimo lavoro, La vita secondo John Cusack, nulla assomiglia a quello che sembra e i personaggi sono funzionali solo all’espressione ossessiva di uno sdoppiamento di personalità. La cosa importante, per me, è che  il pubblico rimanga inchiodato sulla poltrona per il tempo della pièce e  si interroghi a lungo, dopo essere uscito dal teatro, su quello che è stato rappresentato.
Insomma, conta il fine non i mezzi.

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