DALLA GRECIA CON AMORE

In molti mi avete scritto a proposito di questa foto: una donna imbrattata di sangue fuma al balcone, dopo aver presumibilmente commesso un delitto. Non si adatta all’idea che vi siete fatta di me, così dite, ed è un’incitazione alla violenza del tutto inopportuna in questi tempi.
In realtà si riferisce al contenuto di Helter Skelter, in un certo modo ne è un riassunto molto molto sintetico ma, a mio parere, efficace.


Ricordate che per gli antichi non c’era niente di più pericoloso di una donna tradita o offesa che ha trasformato il suo dolore in odio. I Greci ne erano terrorizzati e ne sono testimonianza l’efferatezza e la popolarità di alcune loro straordinarie tragedie.
Quando scrivo per il teatro non racconto quello che sono io, ma quello che, secondo me, rappresenta più da vicino la realtà. Eros e Thanatos sono due aspetti della stessa fiamma e la donna, capace di dare la vita e disposta all’accudimento per naturale istinto d’amore, è la stessa creatura che si può trasformare in feroce portatrice di morte.
C’è una scena di Helter Skelter, che la regia di Pietro Dattola tagliò prudentemente, in cui la protagonista affila un rossetto con una mannaia. Perchè lo fa? L’odio le ha sconvolto la mente, i freni inibitori sono diventati burro fuso e le sue possibilità di salvezza le sembrano racchiuse solo in una spietata e ben calcolata strage.
Accadeva in passato, accadrà ancora… e non solo su un palcoscenico. Io posso solo raccontare ciò che è.

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