I sereni templi dei saggi

John Cusack e io siamo a bordo di un peschereccio che naviga molto precariamente nel Mare del Nord verso la civile ma lontana Norvegia, alla ricerca disperata di una serendipity difficilissima da raggiungere. Cusack è molto fastidioso e irritabile, mi accusa di aver bloccato una drammaturgia che lo riguarda e che gli impedisce di voltare pagina, metaforicamente parlando. Dice che non avrei dovuto metterlo in mezzo per cose strettamente private, personali e irrisolvibili. Ha ragione, accidenti, non posso negarlo.
E’ comunque un passo avanti trovarsi in una specie di limbo astrale, lontanto da tutto e soprattutto da tutti e da quel luogo privilegiato guardare quella che definiamo realtà.
“Ma nulla vi è di più dolce che occupare i sereni templi dei saggi e dall’alto di essi poter osservare  gli uomini, vederli vagare
in cerca della via della vita, affaticarsi notte e giorno per raggiungere immani ricchezze e conquistare il potere”
Caro Lucrezio…e se pure i templi sereni fossero una fake new? Te lo sei mai chiesto o pure tu hai dato tutto per scontato?

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