Invidia e altri additivi

L’invidia secca, diceva mia nonna rabbrividendo. La vicina ha fatto il malocchio, l’occhiaticcio, la fattura, il legamento… quando ero piccola in Abruzzo c’era una folla spesso ignara a cui si poteva dare la colpa delle proprie disavventure. Oggi si parla fino alla noia di energia positiva e negativa, del pensare positivo, dell’agire  “come se” e altri piccoli palliativi. Ma questo pensiero positivo è debole come un bruco transgenico, innaturale, ibrido, una piccola larva che con un sorriso melenso dovrebbe magari contrastare la distruttività di una grave malattia. Ma mi faccia il piacere!  Io in realtà credo nella forza della rabbia, da qualsiasi parte si sia generata, la ritengo una delle più grandi e potenti forme di visualizzazione che l’uomo abbia a disposizione. Quando qualcuno vicino a me è furioso, sento le ondate  arrivarmi fisicamente addosso con il loro calore incandescente.  All’inizio mi davano fastidio, mi scatenavano mal di testa e crampi allo stomaco, ma poi mi sono detta: perchè non usarle? Why not, baby? In fondo è solo energia, buona energia ruspante, puoi farci qualsiasi cosa, energia pulita rinnovabile. E così ne ho fatto il pieno con mucho gusto e l’ho usata per scrivere, per creare! Vi consiglio di provarci. Non esistono dualismi, we are all one, meglio approfittarne.

 

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