Largo al nuovo, please!

Credo di aver già abbondantemente manifestato il mio entusiasmo per Chris e Zac, i due giovanissimi filmaker che hanno deciso di trascorrere 56 giorni in uno dei paesi più poveri del mondo, spendendo solo un dollaro al giorno. Ne è nato un documentario straordinario, diffuso da Netflix, che non solo ha fatto comprendere le infinite potenzialità del microprestito, ma che ha portato lavoro e nuove prospettive alla gente del posto, Sono due ragazzi fantastici, semplicissimi nei modi e assolutamente decisi a cambiare il mondo reale, oltre a quello del documentario. Living on one dollar è un caso eclatante ma non isolato. Molti giovani traggono ispirazione dalle proprie esperienze, a volte dolorose, per portare tremende problematiche allo scoperto, per svegliare le coscienze. E’ il caso di Unrest, sulla sindrome di affaticamento cronico, girato in presa diretta da una giovane donna disperata che ne soffre e Not Aloneideato da una adolescente e costituito da semplici ma sconvolgenti interviste a coetanei che hanno tentato il suicidio. Ecco, è a loro che penso quando vedo Alberto Angela parlare nel solito modo, delle solite cose, con le solite inquadrature e la solita vociona narrante. Il mondo va avanti, grazie a nuovi fantastici giovani, portatori di creatività, sincerità e un approccio rivoluzionario proprio nella sua totale semplicità.

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