L’improvvisa leggerezza della scrittura

Negli ultimi mesi mi capita spesso di essere contattata dai nuovi ghostwriter,  ovvero professionisti (o che come tali si presentano) che, nel caso qualche scrittore abbia urgenza di scrivere un testo “di qualsiasi tipo” ma non la voglia,  l’ispirazione o il tempo, sono pronti a sostituirlo nell’ombra dell’anonimato.  Questi personaggi non sono una novità.  Ricordo che un amico, celebre autore di romanzi e sceneggiature, ne aveva assoldati quattro, li teneva rinchiusi in altrettante stanze del suo attico ai Parioli, ognuno con un compito specifico, all’oscuro di quello degli altri e soprattutto della trama.
Un altro abitava a Frascati, in una villa limitrofa a quella di miei conoscenti, un tedesco  famosissimo qualche anno fa per un fantasy divenuto bestseller internazionale, con relativo film campione di incassi. La sua ghostwriter era una signora riservata e gentile, che scriveva in giardino, alzandosi ogni tanto per controllare i fornelli. Scriveva con grande passione e, quando morì precocemente, non fu mai sostituita cosicchè il famoso scrittore non produsse più niente. Era sua moglie.
La nuova generazione di ghostwriter,  prevalentemente americani ma anche dell’Europa dell’Est, si presenta con spavalderia, vantando capacità che avrebbero fatto impallidire Manzoni.
Questo è uno dei loro account:

Professional ghostwriter
No job too big or too small
I can help and offer competitive rates
From HS essays to books I write in all

E’ finita l’era degli schiavi!  La pigrizia, la mancanza di creatività o il blocco dello scrittore verranno risolti da giovani e rampanti creature, generalmente donne, reperibili più facilmente di colf o baby/dog sitter. Dispensano anche qualche consiglio gratuito, piccoli ricettari pret à  porter, indicativi del loro metodo di lavoro: mai partire da una trama, un progetto, un qualsiasi schema, meglio riutilizzare i pensieri del proprio o altrui blog.
I pensierini, direbbe Maria Sandias.
Mi fanno tenerezza, gli si vuole bene per la loro arroganza, perchè sono usciti allo scoperto, danno un valore concreto anche alla loro scrittura usa e getta, sono flessibili e accomodanti.
Soprattutto sembrano avere un’autostima alle stelle e questo, per uno scrittore piccolo o grande, è uno dei  segni eclatanti di una devastante fragilità.

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