L’infinita emozione di Nekrosius

Come vi avevo preannunciato, nell’ambito del festival delle arti della Lituania, è arrivato a Roma lo spettacolo di Eimuntas Nekrosius, A hungry man, da un racconto di Kafka. Lo spettacolo era in lingua lituana con la traduzione simultanea, ma dopo pochi minuti nessuno più l’ha seguita. I quattro attori hanno pronunciato una trentina di  battute, perchè  il testo è stato completamente scarnificato, pur conservando l’assetto generale e il significato. Ma quale magia, quanta azione scenica, quanto giocare con il regista che, come fosse un bambino che parla a  bambini, invitava a credere al suo mondo fantastico, a condividerlo, ad ampliarlo con la propria fantasia. Mille trovate sceniche, mille giochi, mille fantastiche proposte mai viste, mai neppure pensabili. E nulla ha offuscato il dolente personaggio del digiunatore, il suo sogno portato all’estremo limite nell’indifferenza del mondo.
Questo è  Nekrosius, con il suo pubblico che lo segue come fosse un pifferaio magico, in tutti i palcoscenici europei. Un pubblico attonito, ammaliato, che dimentica quasi di respirare, intento com’è a sognare.

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