Non dovresti scrivere?

Perchè non stai scrivendo? E quando pensi di cominciare? Domani? La prossima settimana? Pensi di recuperare di notte? Ma se alle dieci già crolli addormentata… Allora ti sveglierai alle cinque di mattina? Non l’hai mai fatto in tutta la tua vita…
Non che voglia paragonarmi a un genio, ma lo stesso Hesse raccontava la straziante trafila dello scrittore che deve cominciare la propria opera. Lui passava il tempo ad appuntire matite, caricare stilografiche, cercare la carta giusta. Tra mille sensi di colpa, inutilità, dubbi e ripensamenti. Ma poi, dopo tanto soffrire e rimandare, arrivava il grande periodo della creatività e la scrittura scorreva con tutta la sua forza, come se provenisse da mondi lontani e meravigliosi.
Ho passato un inverno super super creativo, poi mi sono detta che in estate avrei potuto riposare e adesso con due progetti che urgono continuo metaforicamente ad appuntire matite e a svegliarmi nel cuore della notte con l’incubo delle scadenze…Basta, domani si inizia, occorre un atto di coraggio, come per tutte le cose della vita. E forse, più di tutto, occorre non puntare sul perfezionismo. Fatto è indubbiamente meglio che perfetto e per fare basta cominciare. Il primo passo, abbandonando paure e sfiducia. Onward!!

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