S/BLOCCO DELLO SCRITTORE

Se qualcuno naviga nelle acque oscure della momentanea assenza di ispirazione, vorrei consigliare due libri di auto-aiuto abbastanza significativi:
Free play di Stephen Nachmanovitch ed. Penguin Group
Writing down the bones di Natalie Goldberg ed. Shambala
Il processo di “diseducazione”  alle nostre aspettative riguardo agli altri e a noi stessi, la pratica dell’improvvisazione, i  riti propiziatori, la scelta dei quaderni e delle penne (ebbene, sì), un po’ di disciplina…insomma quasi  le solite cose dette in modo nuovo e convincente in due piccoli e magici manuali facilmente reperibili su Amazon.
Se invece non sapete l’inglese, lacuna a cui vi consiglio di rimediare perché vi taglia fuori dalla vita letteraria mondiale, da non perdere è il famosissimo libro di Julia Cameron, La via dell’artista, ed Longanesi.
Il mio umile e gratuito consiglio è quello di scrivere anche se non avete niente da scrivere, perché, come diceva Picasso, “inspiration exists, but it has to find you working”. Può essere incoraggiante ricordare che anche Hermann Hesse ha passato qualche anno a temperare matite prima di iniziare Siddharta, ma ebbe il buon senso di aspettare l’ispirazione  dipingendo o curando il giardino, con molta pazienza. Se poi il blocco deriva dal fatto che qualcuno ha denigrato la vostra opera, allora può essere davvero urgente farsi forza, prendere le critiche costruttive come una spinta a modificare e migliorare il lavoro e considerare quelle distruttive come un invito del nostro amorevole universo a eliminare dalla nostra vita le persone tossiche. Mai buttare la spugna e soprattutto mai mettersi a fare i promoter di altri! E’ un modo facile per sentirsi meglio e scaricare le proprie responsabilità, ma i sogni sono carnefici implacabili se ignorati e si ribellano a morsi, graffi e pugni sulla nostra già provata psiche. Se poi il blocco deriva dal carico di distrazioni in agguato nel web, vi informo che sarà tra brevissimo disponibile anche in Italia la Hemingwrite, una specie di macchina da scrivere con una memoria da elefante, scollegata da internet e quindi distraction-free.
Chissà…

 

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