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Ciao Emanuela, il tuo account Fb è ancora aperto e ogni tanto qualcuna delle amiche scrive qualcosa, parole di luce per te il cui tratto più evidente era un sorriso splendente. Te ne sei andata via presto e ci hai lasciato nel più totale sconforto. Findhorn ti aveva deluso e anche l’amore ti aveva deluso. I due poli fondamentali della tua vita. Della nostra vita. Mi avevi scritto che comunque saresti tornata a Findhorn per sempre, soffocando lo scoraggiamento che la comunità ti provocava. Mi dicevi: Io ci voglio riprovare, anche se mi sembra di remare controcorrente. Tu resta a Roma, scrivi, continua, vienimi a trovare ogni tanto. E poi la malattia fulminante.


Per me è impossibile superare il senso di colpa per qualcosa che non riesco a definire, nonostante sia motivo di lunghe riflessioni. Forse non ti sono stata abbastanza vicino, forse sembravo sempre io quella bisognosa di sostegno, forse ridevamo e scherzavamo troppo, non riuscivamo o non volevamo affrontare le nostre vite. Ricordo le lunghe chat notturne con Sverre, quando lui cantava le canzoni italiane con il suo accento norvegese che sapeva di neve, o quando a Findhorn ballavamo nelle feste alla Universal Hall fino a cadere distrutte. E il litigio nelle cucine, di cui tu eri la chef insuperabile, quando io lasciai affogare nell’acqua dei funghi meravigliosi appena raccolti per andare fuori ad abbracciare Eileen. Ti rendevo furibonda per queste mancanze gravi, ma poi ti pentivi di aver esagerato e mi venivi ad abbracciare. Ogni tanto mi prende una stretta al cuore, un dolore invincibile. Altre volte una gioia pazza, un senso di luce e allegria. In entrambe ci sei tu, amica mia sorella ,che non condividevi le mie scelte, ti sembravano poco coerenti con la mia gioia di vivere. Dicevi che l’unica cosa che non si può rimandare è la felicità. In realtà sapevi che, a modo mio, sono sempre stata felice, ma anche sempre di passaggio in ogni sezione esistenziale. Non ho preso proprio mai niente veramente sul serio, neanche me stessa. Dopo che te ne sei andata non sono più tornata a Findhorn, casa nostra. Lo farò molto presto, con te nell’anima e in una nuova capacità di entusiasmo. Maybe, Emanuela.

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